Dolomiti di Belluno in primavera: sentieri fioriti e viste spettacolari
Le Dolomiti di Belluno in primavera offrono sentieri fioriti e viste spettacolari. Il periodo migliore per vivere questo risveglio è da fine marzo a maggio, quando le vallate si tingono di mille colori e le temperature rimangono piacevoli per le camminate.
Arrivare è più semplice con il treno che porta fino a Belluno; dalla stazione si può prendere un autobus regionale verso le frazioni di Cortina, Alleghe o Feltre e, una volta lì, noleggiare una bicicletta elettrica o usare il servizio di car‑sharing locale per accedere ai passi più alti. Se si preferisce l’auto, le strade sono ben segnalate e offrono parcheggi gratuiti nei punti di partenza dei sentieri più famosi, come il Sentiero del Lagorai o la Via Ferrata delle Bocche di Crima.
Il budget si colloca nella fascia medio: alloggio in agriturismo o B&B di montagna costa tra 70 e 120 euro a notte, i pasti sono ragionevoli se si sceglie la cucina tipica locale, e le attività di trekking sono gratuite, salvo eventuali noleggi di attrezzature. Un weekend di tre giorni è sufficiente per percorrere i percorsi principali, ma una settimana consente di approfondire le zone più remote e di partecipare a un workshop di fotografia naturalistica organizzato da una cooperativa ambientale.
Da non perdere è il Rifugio Vajolet, dove il panorama sul Gruppo del Vajolet è uno dei più fotografati, e il Lago di Braies, ancora poco affollato in primavera. Da evitare è la tendenza a sottovalutare l’altezza dei sentieri di alta quota: anche a primavera le temperature possono scendere rapidamente e il sole se ne va presto, quindi è fondamentale portare una giacca antivento e una borraccia capiente.
Un’esperienza meno felice è stata la chiusura temporanea di alcune segnalazioni di sentiero a causa di lavori di consolidamento delle pareti rocciose; perciò è consigliabile controllare il sito del parco prima della partenza.
Un suggerimento che le guide tradizionali raramente menzionano è quello di svegliarsi alle prime luci per raggiungere il Passo Giau prima dell’afflusso dei gruppi; al crepuscolo si può assistere a un’alba dorata che avvolge le cime in una luce quasi irreale, creando un’atmosfera intima e perfetta per la meditazione.