Lofoten primaverile: trekking tra fiordi e villaggi di pescatori
Lofoten primaverile è un’esperienza di trekking che combina fiordi scavati dalla glaciazione e villaggi di pescatori ancora vivi, e il risultato è un mix di silenzio selvaggio e vita quotidiana che difficilmente si incontra altrove.
Come arrivare e muoversi
Parto da Roma con volo diretto verso Oslo, poi prendo un volo interno per Bodø. Da lì la sola opzione pratica è il traghetto per Moskenes, che parte al mattino e arriva nel pomeriggio. Una volta sull’isola affitto una piccola auto 4×4; è l’unico mezzo che garantisce flessibilità sui sentieri poco serviti e sugli attraversamenti di campi di roccia.
Tempo consigliato
Per coprire i due archi principali di trekking (Reinebringen‑Bunestranda e l’itinerario di Å‑Ramberg) servono almeno cinque giorni, ma se si vuole includere una visita a Henningsvær e una notte in una rorbu tradizionale, meglio prevedere una settimana.
Giorno 1 – Arrivo a Moskenes e acclimatazione
Dopo il traghetto mi dirigo subito verso il villaggio di Reine, dove parcheggio l’auto vicino al porto. Cammino lungo il sentiero panoramico fino a Å, una camminata di circa tre ore con dislivello moderato. La sera mi fermo in una rorbu economica, che offre letti semplici e cucina condivisa; il costo è intorno a 70 €.
Giorno 2 – Reinebringen e Bunestranda
Al sorgere del sole salgo Reinebringen, una salita corta ma ripida (200 m di guado). La vista sulla baia è spettacolare, ma il sentiero è sempre affollato, perciò parto subito dopo l’alba. Dopo la discesa, prendo l’auto e percorro la costa fino a Bunestranda, dove faccio il tipico “buen” (tuffo nella sabbia). Il pranzo è a base di pesce fresco acquistato al mercato locale; il prezzo è più alto del previsto, un punto negativo per chi ha il portafoglio a posto.
Giorno 3 – Trekking di Å a Ramberg (circuito di 12 km)
Parto da Å seguendo il sentiero costiero verso Ramberg. Il percorso passa per campi di muschio e piccoli laghi glaciali. Ho scoperto che, se si parte molto presto, si evita l’insolita comparsa di zanzare di primavera, un fastidio che le guide non menzionano. Arrivo a Ramberg nel primo pomeriggio, dove prendo la strada panoramica per Söndre, una piccola baia poco frequentata dove è possibile accamparsi in una zona di roccia protetta dal vento.
Giorno 4 – Henningsvær e la montagna di Flakstad
L’auto mi porta a Henningsvær, un villaggio di pescatori che sembra sospeso tra le rocce. La visita è breve, ma la vera sorpresa è la possibilità di affittare una barca elettrica per una breve escursione sul fiordo; è un’attività quasi sconosciuta ai turisti tradizionali. Dopo, mi dirigo verso Flakstad, dove percorro il sentiero di Kvalvika, una spiaggia nascosta con sabbia bianca e acque turchesi. Il percorso è impegnativo (250 m di dislivello), ma il panorama ricompensa lo sforzo.
Giorno 5 – Ritorno e partenza
Ritorno a Moskenes, restituzione dell’auto e imbarco sul traghetto per Bodø. Da Bodø prendo il volo per Oslo e infine quello per Roma.
Budget complessivo
Aspetto negativo
Il trasporto pubblico è quasi inesistente fuori dai principali centri; senza auto è impossibile raggiungere la maggior parte dei sentieri. Inoltre, la primavera porta piogge improvvise e vento forte, che possono rendere alcuni tratti scivolosi e richiedere equipaggiamento tecnico non previsto in una semplice valigia.
Consiglio poco noto
Portare una piccola pompa d’aria manuale e un sacco per l’acqua di fusione: in molti punti lungo il cammino si trovano piccole sorgenti di acqua di ghiaccio che, se filtrata, fornisce acqua potabile senza dover dipendere dalle poche caffetterie del villaggio. È un trucco che salva tempo e denaro ed evita di dover portare bottiglie ingombranti.