Santorini: come sopravvivere al sole greco senza sciogliersi
Santorini: come sopravvivere al sole greco senza sciogliersi
Sono arrivato a Santorini a fine marzo, quando il sole è già impaziente ma le folle sono ancora in letargo.
Prima cosa: dimenticate il classico “cappello da turista” – sembra più un ombrello rovesciato. Optate per un cappellino da pescatore, così almeno potete sembrare locali mentre vi bruciate la testa.
L’acqua è il migliore alleato: porto sempre una bottiglia termica, ma non quella dei turisti che la riempiono di acqua di rubinetto e la lasciano sulla spiaggia. Io la infondo in ghiaccio, così al primo sorso sento ancora l’inverno a Napoli. 🧊
Crema solare? Scegliete quella con SPF 50 e profumo di “non voglio sembrare un panettiere”. Applicatela ogni due ore, altrimenti rischiate di finire come una melanzana grigliata. 🌞
Occhiali da sole: niente quelli oversize che ti fanno sembrare un gatto cieco. Preferisco le lenti polarizzate, così vedo chiaramente l’orizzonte… e le altre teste che cercano disperatamente ombra.
Camminate sempre con scarpe chiuse, perché le pietre bianche sono più scivolose di un “sale” in un ristorante greco. E non preoccupatevi dei sandali alla moda, saranno più utili per i selfie che per i piedi.
Non dimenticate un piccolo ventaglio di carta; è l’unico modo per sentirvi aristocratici mentre vi fendete il sudore.
Infine, programmate la visita alle prime ore del mattino o al tramonto: il sole è più gentile e le foto hanno quell’effetto “ho capito il gioco”.
Se seguite questi consigli, tornerete a Firenze con la pelle intatta e con una storia divertente da raccontare ai vostri amici “preparati”. 😅