Kampot in primavera: fiumi, mercati notturni e cucina di strada
Kampot in primavera è perfetto per chi ama i fiumi, i mercati notturni e la street‑food. Per il budget, è possibile andare davvero economico: ostello a 8 €/notte, pasti al mercato per 2‑3 €, scooter a 5 €/giorno. Se si preferisce un po’ più di comfort, una guesthouse boutique sale intorno ai 25 € e i ristoranti di fronte al fiume costano 8‑12 € a piatto; comunque non arriva a essere caro come le grandi città balneari.
Arrivare si fa volando a Phnom Penh, poi autobus o minivan diretto a Kampot (circa 6 h, 12 €). Una volta in zona, il modo più pratico è noleggiare uno scooter; le strade sono in gran parte asfaltate, ma dopo qualche pioggia diventano fangose e richiedono più attenzione. I tuk‑tuk rimangono un’alternativa se non si vuole guidare.
Il tempo ideale per assaporare la zona è di tre‑quattro giorni: un giorno per il fiume e il ponte al tramonto, un altro per il mercato notturno di Kampot, un terzo per una visita alle piantagioni di pepe e, se c’è voglia, una gita a Kep in barca.
Un aspetto negativo è la connessione internet: il segnale è debole in molti ostelli e il Wi‑Fi pubblico è spesso lento, quindi non è il luogo migliore per lavorare online.
Un consiglio che non trovi nelle guide: al tramonto, cammina lungo la banchina del fiume e siediti sul vecchio molo di legno dove un piccolo venditore abituale serve pesce alla griglia con una birra locale a pochissimo prezzo; è un angolo poco pubblicizzato ma con una vista sul fiume illuminato dalle luci delle barche.
Con un po’ di flessibilità e una buona dose di curiosità, la primavera a Kampot si rivela un’esperienza davvero genuina.