Picos de Europa in primavera: sentieri, laghi e villaggi
I Picos de Europa in primavera offrono sentieri verdi, laghi cristallini e villaggi incantati, perfetti per chi cerca un’esperienza di montagna senza l’estate affollata. Il budget si colloca nella fascia media: alloggio in pensioni di famiglia o rifugi di montagna costa poco rispetto agli hotel di città, i pasti sono semplici ma gustosi, e il trasporto locale è economico se si sceglie il treno + bus. Per arrivare, volo verso Santander o Bilbao, poi treno fino a Oviedo e bus diretto al Parco Nazionale; in alternativa, noleggio auto da Oviedo permette di girare liberamente tra i passi di montagna, ma occupa più spazio in valigia. Muoversi all’interno è una questione di escursioni a piedi, con sentieri ben segnalati; per i tratti più lunghi è possibile prendere i bus rurali che collegano le piccole località di Cangas de Onís, Potes e Arenas de Cabrales.
Il tempo necessario per esplorare senza fretta è di quattro‑cinque giorni: un giorno per il lago Enol e il lago Ercina, due per i sentieri del Cares e del Pulmones, un giorno dedicato ai villaggi di Sotres e Bulnes, e l’ultimo per un giro in teleferica verso Fuente Dé e un’escursione al Monte Torre.
Una delusione è la segnaletica a volte poco chiara nei punti più remoti; in una delle escursioni ho seguito un cartello sbagliato e ho finito per percorrere un sentiero non segnato, rischiando di perdermi. Inoltre, la pioggia primaverile può trasformare i sentieri in scivolosi fanghi, quindi è bene avere scarponi impermeabili.
Un consiglio che non compare nelle guide è di passare la notte in una “casa de pastor” a Caderanes, prenotando tramite un contatto locale su un forum di escursionisti. Lì, oltre a dormire in una stanza rustica con vista sui pascoli, si può partecipare alla lavorazione del formaggio di capra e ascoltare le storie dei pastori, un’esperienza autentica che rende la visita molto più personale.