Tre Cime di Lavaredo in primavera: sentieri, panorami e rifugi
Le Tre Cime di Lavaredo in primavera regalano sentieri fioriti, panorami mozzafiato e rifugi accoglienti.
Come arrivare e muoversi
Il modo più comodo è prendere il treno da Torino a Bolzano, poi il regionale per Dobbiaco. Da lì parte l’autobus “Cime” (linea 1) che ferma direttamente al parcheggio di Rifugio Auronzo; la frequenza è di 30 minuti in alta stagione. Se si preferisce la libertà, è possibile noleggiare un’auto a Bolzano e seguire la SS48 fino al bivio per Auronzo; il parcheggio è a pagamento ma garantisce accesso immediato ai sentieri. Una volta sul posto, i percorsi sono pedonali, quindi non serve altro trasporto interno.
Tempo necessario
Per assaporare i principali sentieri, i panorami e sperimentare almeno due rifugi, è consigliabile dedicare due giorni pieni. Un solo giorno è fattibile per i sentieri più brevi, ma si rischia di correre e di non godersi la luce del tramonto.
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Giorno 1 – Arrivo e primo giro
Dopo il check‑in al rifugio Auronzo (prenotazione consigliata, costo medio), si parte verso il sentiero “Circolo delle Tre Cime”. Il percorso è di circa 4 km e richiede 2‑3 ore, con dislivello moderato. Il punto più spettacolare è la vista sulla Cima Grande da Rifugio Lavaredo; qui il vento primaverile rende l’aria fresca e pulita. Si scende poi verso il Rifugio Boè, dove è possibile pranzare con piatti tipici di montagna; il menù del giorno è spesso a base di spezzatino di cervo, molto più gustoso rispetto al solito polpette. Il ritorno a Auronzo avviene con il sentiero “Bocca di Creta”, meno affollato perché poco segnalato.
Giorno 2 – Escursione più lunga e rifugio storico
La mattina si parte presto con il bus per il Rifugio Locatelli, raggiungibile in 30 minuti di cammino dal parcheggio di Rifugio Auronzo. Da lì parte il sentiero “Sentiero dei Pini”, di 7 km, che porta alla “Piana di Cima” dove le margherite gialle aprono un tappeto a perdita d’occhio. Il percorso culmina con una discesa verso il Rifugio Viel del Pan, un rifugio storico in legno con vista a 180° sul gruppo delle Cime. Qui è consigliabile prenotare una cena a base di strudel di mele, perché il dessert è preparato in casa e molto diverso da quello standard offerto altrove. Dopo cena, si può fare un breve giro notturno verso il punto di osservazione “Cima Piccola”, dove le stelle si riflettono sul lago di Dobbiaco; l’assenza di luci artificiali è un vero vantaggio per gli amanti dell’astronomia.
Budget complessivo
Economico: 120 € (ospite in rifugio con pensione completa, trasporti regionali, pasti base).
Medio: 250 € (due notti in rifugi a tariffa media, pranzi e cene speciali, noleggio auto).
Alto: 400 €+ (soggiorno in rifugi di categoria superiore, privatizzazione di guide, attività extra come parapendio).
Aspetto negativo
Il parcheggio di Auronzo può riempirsi rapidamente anche in primavera; arrivare dopo le 12:00 spesso significa dover camminare per 1 km su una strada sterrata fino al punto di partenza, il che può essere stancante con lo zaino pieno. Inoltre, la connessione Wi‑Fi nei rifugi è molto limitata, quindi non è il luogo ideale per chi deve lavorare.
Consiglio fuori dalle guide
Partire con il primo autobus dal Rifugio Auronzo verso il tramonto permette di evitare la folla al punto di osservazione “Cima Piccola”. L’orario è poco pubblicizzato, ma i locali del paese di Misurina lo usano per fare il “cena‑tramonto” e il cielo rimane cristallino. Portare una coperta leggera e una piccola torcia a LED aiuta a rendere l’attesa più confortevole e a scattare foto senza inquinare la natura con luci invasive.
In sintesi, due giorni ben organizzati consentono di vivere la primavera tra le Tre Cime senza fretta, gustando la cucina di rifugio e ammirando panorami che restano impressi nella memoria.