Mekong: crociere primaverili da Ho Chi Minh a Phnom Penh
Le crociere primaverili sul Mekong da Ho Chi Minh a Phnom Penh sono un modo efficace per scoprire il Sud‑Est asiatico via acqua. Io ho iniziato a indagare sulle opzioni disponibili perché la primavera porta temperature più miti e il fiume è ancora sereno, ideale per lunghi percorsi. Il mercato offre tre fasce di prezzo: la proposta più economica prevede cabine condivise in barche di dimensioni contenute, con pasti base a bordo; quella di medio livello include cabine private, servizio di mezza pensione e qualche escursione guidata; la più costosa propone yacht di lusso, cabine con bagno privato, chef a disposizione e visite esclusive a villaggi non accessibili ai gruppi più grandi. Personalmente, il compromesso medio sembra il più adatto per chi vuole comfort senza spendere una fortuna.
Per arrivare al punto di partenza, la soluzione più pratica è volare verso l’aeroporto di Tan Son Nhut, poi prendere un taxi o una navetta verso il molo di Saigon River, dove partono le imbarcazioni turistiche. Alcuni operatori offrono il trasferimento incluso nel pacchetto, altri richiedono di organizzare il collegamento autonomamente. Una volta a bordo, gli spostamenti lungo il fiume avvengono esclusivamente via barca; le soste sono programmate in modo da consentire visite a templi, mercati galleggianti e villaggi di pescatori. È possibile combinare il viaggio con una breve tappa a Can Tho per vedere il mercato di mattina presto, oppure inserire una notte a Chau Doc per esplorare la zona di Chau Doc Island.
Il tempo consigliato per percorrere l’intero tratto senza fretta è di sette giorni. Una giornata serve a navigare dalla zona di Phu My al delta di My Tho, poi due notti ad Arey, dove si può osservare la vita quotidiana sui canali. Un altro paio di giorni sono dedicati alla traversata della frontiera tra Vietnam e Cambogia, che richiede il completamento di documenti di visto e un controllo doganale che, a volte, rallenta il viaggio. Il resto del percorso porta a Phnom Penh, dove la visita della città richiede almeno due giorni per i principali templi, musei e mercati.
Una delusione frequente è la gestione dei tempi di attesa al valico di Moc Basil. Nonostante le promesse di passaggi rapidi, le lunghe code per il controllo dei documenti e dei bagagli possono far perdere ore preziose. Inoltre, le barche più economiche tendono a offrire spazi ristretti per camminare a bordo, rendendo difficile mantenere una buona ventilazione nelle ore più calde del pomeriggio. Un altro aspetto negativo è la presenza di plastica monouso nei ristoranti galleggianti: i piatti di plastica e le cannucce sono ancora la norma, nonostante le richieste di riduzione dei rifiuti.
Un consiglio specifico, poco menzionato nelle guide turistiche, è quello di chiedere al capitano di fermarsi a un piccolo villaggio di fronte alla diga di Thay Nung, dove le famiglie vendono frutta fresca appena raccolta e offrono dimostrazioni di pesca tradizionale. Lì si può provare il mango locale, ancora di stagione, e scambiare due parole con gli abitanti senza la mediazione di un tour organizzato. Un altro trucco consiste nel portare un filtro d’acqua portatile: l’acqua del fiume è potabile dopo una filtrazione rapida, il che permette di evitare l’acquisto di bottiglie di plastica a ogni sosta. Questo piccolo gesto non solo riduce i costi, ma contribuisce a limitare l’impatto ambientale di un itinerario che, altrimenti, rischia di generare una notevole quantità di rifiuti.