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Vi racconto il mio viaggio in Bhutan: qui ho sorriso al Buddha

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Ho sorriso al Buddha sul collinare di Paro, un momento di pura serenità tra i templi sospesi. La primavera, con i fiori di rhododendron in piena esplosione, è il periodo migliore per scoprire il Bhutan; le temperature sono miti e le strade di montagna si aprono senza le piogge monsoniche dell’estate. Arrivare richiede un volo verso Paro, l’unico aeroporto internazionale, solitamente con scalo a Delhi o Kathmandu; il visto si ottiene solo tramite un tour operator autorizzato, quindi è indispensabile prenotare in anticipo. Muoversi è semplice grazie alla rete di autobus locali e ai taxi condivisi, ma i veicoli sono lenti su strade tortuose, quindi è consigliabile concedere ampio margine di tempo.

Il budget si colloca nella fascia media: il tariffario giornaliero obbligatorio copre alloggio, pasti, guide e trasporti, ma è possibile contenere le spese scegliendo opzioni più semplici per i pasti e facendo attenzione ai souvenir. Per un itinerario completo servono almeno otto giorni; così si può visitare la capitale Thimphu, il monastero di Punakha, il trekking verso il Tiger’s Nest e un paio di giorni per esplorare i villaggi di montagna.

Il punto imperdibile è il Tempio del Buddha a Paro, ma anche il mercato del weekend a Thimphu merita una visita: qui si trovano tessuti tradizionali e spezie locali a prezzi ragionevoli. Da non perdere è il sentiero che porta al monastero di Tango, meno affollato ma altrettanto suggestivo. Una delusione comune è la connessione internet limitata fuori dalle principali città; la rete è lenta e spesso assente nei villaggi più remoti, quindi è meglio scaricare mappe e contenuti prima di partire.

Un consiglio poco presente nelle guide: portare una borraccia riutilizzabile e riempirla alle fontane di montagna, perché l’acqua è generalmente potabile e si risparmia plastica. Da evitare è l’acquisto impulsivo di articoli artigianali a prezzi gonfiati nei punti turistici; negoziare con i venditori nei mercati locali permette di ottenere prezzi più equi.

3 Commenti

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chiara74

Sono rimasto sorpreso dal ritmo lento dei autobus, ma la vista ne vale la pena.

Concordo, chiara74, il tempo extra mi ha regalato un tramonto mozzafiato

Chiara74, io penso che il ritmo lento degli autobus sia inaccettabile; il tempo perso non si giustifica con una vista. Non è davvero una buona esperienza.