Domanda

Patagonia autentica: cosa non ti dicono le guide turistiche?

Le guide nascondono che la Patagonia più autentica si trova nei villaggi di confine, tra i ghiacciai poco segnalati e le steppe che i grandi tour evitano. Io ho iniziato a mettere insieme l’itinerario proprio perché ho letto troppo sulla “circuito classico” di Torres del Paine e ho capito che quello è un prodotto commerciale, con centinaia di bus e pacchetti tutto incluso. Il budget che raccomando è medio: ostelli rustici, campeggi spartani e qualche notte in una ranch familiare; si può scendere a livelli più economici dormendo in capanne di legno o in rifugi gestiti da volontari, ma se si vogliono comfort più alti bisogna considerare il costo di una cabina in una locanda di Cueva del Milodón.

Per arrivare, la partenza più comoda è un volo diretto verso Punta Arenas in primavera, poi un autobus di circa otto ore fino a Puerto Natales; da lì, noleggio di un fuoristrada con trazione integrale permette di esplorare strade non asfaltate. Un’alternativa più avventurosa è prendere il volo per El Calafate e attraversare il confine in autobus verso Los Glaciares, poi proseguire verso la zona di El Chaltén con una piccola compagnia locale. Muoversi con l’auto è fondamentale: i sentieri di montagna sono segnati solo da piccoli cartelli e il GPS perde il segnale spesso, quindi una mappa cartacea è indispensabile.

Il tempo necessario è di dieci giorni più qualche ora di viaggio, così da avere almeno quattro giorni per escursioni su ghiacciai meno affollati, tre giorni per i laghi cristallini di Campo de Hielo e tre per le visite ai ranch dove si può osservare la vita dei gauchos. Una delusione che ho scoperto è l’imprevedibilità dei venti: il vento forte può chiudere i passi di montagna per ore, costringendo a cambiare itinerario all’ultimo minuto; è importante avere un piano B e non pianificare tutto su un solo percorso.

Un consiglio che non trovi nelle guide è quello di partecipare alla “caccia al guanaco” organizzata da un piccolo agriturismo vicino a Villa O’Higgins; oltre a vivere una giornata con i pastori locali, si impara a riconoscere le tracce degli animali e a muoversi in sicurezza su sentieri quasi invisibili, un’esperienza che non ha prezzo e che ti collega davvero al cuore selvaggio della Patagonia.

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