Miyajima in primavera: torii galleggiante, sentieri fioriti
Miyajima in primavera regala un torii galleggiante avvolto da fiori di ciliegio e sentieri che sbocciano, un’esperienza che rimane impressa nella memoria.
Budget generale: medio. Con voli, treni, traghetto e qualche pasto tipico il costo resta contenuto, ma un upgrade a alloggio tradizionale (ryokan) lo spinge verso la fascia più alta.
Come arrivare e muoversi: partendo da Bologna è possibile prendere un volo diretto per Osaka (aeroporto di Kansai) con una scalo a Tokyo. Dall’aeroporto, il treno JR Haruka porta alla stazione di Osaka, da dove parte la linea JR Sanyo in direzione di Miyajimaguchi. A Miyajimaguchi il traghetto per Miyajima parte ogni 15 minuti; il viaggio dura circa 10 minuti. Una volta sull’isola, la maggior parte dei percorsi è percorribile a piedi; per i tratti più lunghi è comodo noleggiare una bicicletta o utilizzare il bus locale che collega le principali attrazioni.
Quanto tempo serve per visitare: due giorni interi permettono di assaporare il torii, i templi, i sentieri fioriti e di fare l’escursione al Monte Misen senza fretta. Un terzo giorno è consigliato solo se si desidera approfondire le attività culturali o partecipare a un workshop di arti tradizionali.
Giorno 1 – Arrivo e primo contatto. Dopo il check‑in in un guesthouse vicino al porto, una passeggiata lungo la costa porta al famoso torii di Itsukushima. L’effetto del riflesso sull’acqua è più intenso con i ciliegi in fiore. Proseguendo verso il santuario di Daisho-in, si scoprono i giardini zen con rose selvatiche. La sera, una cena a base di ostriche fresche al mercato di Miyajima chiude la giornata.
Giorno 2 – Sentieri e natura. La prima mattina è dedicata all’escursione al Monte Misen, prendendo il sentiero Kankei, meno battuto e pieno di boschi di bambù. Lì, una piccola capanna offre tè verde al limone, una pausa rara per i turisti. Dopo la discesa, il ritorno passa per il villaggio di Omotesando, dove si può acquistare il “momiji manju” appena sfornato. Il pomeriggio è riservato al giro in bicicletta lungo la costa occidentale, dove una spiaggia semi‑segreta ospita una cerimonia di fiori di pruno fuori stagione, un evento non segnalato nelle guide.
Aspetto negativo: la folla attorno al torii nelle prime ore del pomeriggio è notevole, rendendo difficile scattare foto senza persone sullo sfondo. Inoltre, il clima di primavera può essere variabile, con piogge improvvise che rendono scivolosi alcuni tratti del sentiero Kankei.
Consiglio non presente nei soliti itinerari: la sera del secondo giorno, è possibile partecipare a una piccola sessione di “kagura” presso il santuario di Itsukushima, accessibile solo ai residenti che accettano volontari. Perciò, chiedere al gestore della guesthouse di organizzare una visita privata può regalare un’esperienza autentica e silenziosa, lontano dal trambusto dei turisti.