Cotopaxi in primavera: trekking, vulcani e lagune turchesi
Il Cotopaxi in primavera offre trekking spettacolari, vulcani imponenti e lagune turchesi di rara bellezza. Il budget si colloca nella fascia media: sistemazioni in ostelli o rifugi basilari partono da 30‑40 euro a notte, pasti locali intorno ai 10‑15 euro, mentre le escursioni guidate al cratere possono far lievitare la spesa a 150‑200 euro a persona, a seconda del livello di supporto richiesto.
Arrivare parte da Quito, dove è possibile prendere un volo interno verso Guayaquil e poi un autobus notturno per Latacunga; da qui la navetta condivisa o un taxi verso l’ingresso del Parco Nazionale del Cotopaxi copre gli ultimi 30 km. All’interno del parco i mezzi pubblici sono scarsi, quindi la soluzione più pratica è noleggiare un 4×4 con autista locale o affidarsi ai servizi di trasporto offerti dai gruppi di trekking, che includono anche il trasferimento al Rifugio José Rivas, punto di partenza per l’ascensione.
Per vivere l’intera esperienza sono necessari almeno quattro giorni: due per l’acclimatazione a Quito e la partenza verso Latacunga, due per il trekking al rifugio, l’escursione al cratere e la visita delle lagune di Laguna del Silencio e Laguna de la India. Un giorno in più permette di includere l’escursione a la Laguna Verde, meno frequentata ma altrettanto incantevole.
Il principale aspetto negativo è la variabilità climatica primaverile: piogge improvvise possono chiudere i sentieri al cratere per più di una settimana, costringendo a riorganizzare l’itinerario e a sostenere costi extra per pernottamenti non previsti. Inoltre, la popolarità del cratere porta a coda lunga alle ore di punta, soprattutto nei fine settimana.
Un consiglio non presente nelle guide tradizionali è partire all’alba dal Rifugio Casa del Sol per raggiungere la Laguna del Silencio prima che la luce solare la riscaldi; in quel momento l’acqua assume una tonalità verde smeraldo quasi irreale e la nebbia mattutina attenua la presenza di altri escursionisti. Un altro trucco utile è portare una borraccia termica da 1,5 litri e riempirla alla sorgente Santa Rosa, dove l’acqua è naturalmente filtrata e più fresca rispetto a quella delle stazioni di rifornimento lungo la strada.