Sydney in primavera: tra surf, opera e canguri in città
Sydney in primavera offre surf, opera e canguri in città, ed è un mix che spinge a fare le valigie senza pensarci due volte. Il budget si colloca in una fascia medio: un volo dal continente è più costoso di un volo interno, ma le sistemazioni variano da ostelli accoglienti a boutique hotel senza far saltare il conto in banca. Per arrivare, l’opzione più pratica è un volo diretto verso l’aeroporto di Kingsford Smith, poi la città è servita da treni suburbani, tram e autobus; la Opal Card è l’arma segreta per spostarsi senza impazzire con le tariffe. Una settimana è più che sufficiente per toccare le spiagge di Bondi e Manly, assistere a un’opera al Sydney Opera House e fare un salto al parco di Centennial per scorgere i canguri in libertà; chi ha meno tempo può condensare le attrazioni in quattro giorni, ma perderà il tramonto sul ponte di Harbour.
Il lato negativo è la folla: anche in primavera le spiagge sono affollate, e i tavoli all’esterno dei ristoranti vicino all’Opera si riempiono prima di mezzogiorno. Un’altra delusione è il clima imprevedibile: il sole può trasformarsi in una pioggia leggera in un batter d’occhio, quindi è saggio portare una giacca impermeabile leggera. Un consiglio che non troverai nelle guide è di noleggiare una bicicletta elettrica nella zona di Surry Hills e pedalare lungo la pista ciclabile di Anzac Parade fino a Botany Bay: il percorso è panoramico, i canguri sono più visibili e si risparmia una fortuna sui taxi. In più, la sosta al mercato di Glebe per uno snack locali è un’ottima mossa per ricaricare le energie senza spendere una fortuna. ♂