Il lato selvaggio di Ouarzazate: kasbah, deserto e cinema
Il lato selvaggio di Ouarzazate si scopre tra la Kasbah di Aït Benhaddou, le dune di Erg Chebbi e i set cinematografici abbandonati. La stagione migliore è da aprile a ottobre, quando le notti sono fresche e le giornate garantiscono temperature sopportabili per le escursioni nel deserto. L’arrivo più pratico avviene con un volo interno da Marrakech a Ouarzazate; in alternativa, un autobus notturno da Fès o da Casablanca consente di risparmiare qualche euro, ma impone un viaggio di 8–10 ore. Una volta sul posto, muoversi è semplice con i taxi condivisi o con il noleggio di un 4×4, indispensabile per le escursioni fuori città.
Un budget economico può essere gestito con ostelli e pasti di strada, arrivando a circa 30 euro al giorno; per un’esperienza media, 60–80 euro coprono hotel di medio livello, guide locali e qualche ingresso; l’opzione cara supera i 150 euro giornalieri includendo resort di lusso e voli charter. Per assaporare davvero il territorio, non perdere la visita guidata alla Kasbah di Aït Benhaddou, patrimonio UNESCO, e il tramonto sulle dune di Merzouga, dove la luce cambia perfino le tonalità della sabbia. Da non perdere è il tour dei vecchi set di “Gladiatore” e “Lawrence d’Arabia”, ancora conservati in condizioni sorprendentemente intatte.
Da evitare sono i tour “flash” venduti all’aeroporto, spesso troppo brevi per apprezzare l’ambiente e con guide poco preparate. Un punto debole è la mancanza di segnaletica nelle zone più remote del deserto: senza una guida esperta, il rischio di perdersi aumenta notevolmente. Un consiglio non presente nelle guide tradizionali: approfittare del mercato settimanale di Ouarzazate per acquistare acqua filtrata a prezzi stracciati e riempire bottiglie riutilizzabili, così da evitare i costi esorbitanti dei punti ristoro nei villaggi desertici. Per una visita completa, sono sufficienti due giorni interi: un giorno dedicato alla Kasbah e ai musei del cinema, l’altro alle dune e ai villaggi berberi circostanti.