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Oman: wadi, dune e fortezze millenarie

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benny75

L'Oman è esattamente wadi, dune e fortezze millenarie, ma con una complessità che va oltre le cartoline patinate viste online. Ho passato le ultime settimane a mettere a punto un itinerario per questa primavera, e devo dire che il paese ha un fascino ruvido, molto diverso dagli Emirati vicini. La gente è cordiale, il traffico non esiste fuori Mascate, e il deserto di Wahiba Sands merita almeno due notti per capire davvero il silenzio. Ma procediamo con ordine.

Il budget è medio-alto, diciamo tra i 120 e i 180 euro al giorno a persona se si noleggia un buon fuoristrada e si dorme in lodge decenti. Si può scendere a 70-80 euro con guesthouse locali e pasti frugali, ma la benzina è cara rispetto agli standard del Golfo e i pedaggi autostradali hanno iniziato ad aumentare, portando il costo complessivo verso l'alto. La moneta locale è forte, il rial dell'Oman vale circa 2,40 euro, e questo si sente su tutto, dai parcheggi ai biglietti d'ingresso delle fortezze.

Per arrivare, da Firenze ho trovato comodi voli con Turkish Airlines via Istanbul o con Oman Air direttamente da Roma Fiumicino. Dall'Italia ci sono anche voli stagionali con Neos, ma vanno prenotati con largo anticipo. Una volta a Mascate, il noleggio auto è obbligatorio: i trasporti pubblici sono quasi inesistenti al di fuori della capitale, e per raggiungere i wadi interni come Wadi Shab o Wadi Bani Khalid serve un veicolo con trazione integrale. Le strade asfaltate sono ottime, ma appena si esce dalle statali il fondo diventa sabbia e ghiaia. Meglio prendere un SUV da una compagnia locale come Europcar o Avis; occhio alla copertura assicurativa, perché i danni al sottoscocca non sono rari.

Per visitare il paese con calma, servono almeno dieci giorni: tre per Mascate e dintorni, due per i wadi e la costa, due per il deserto, e il resto per le fortezze dell'interno come Nizwa, Bahla e Jabrin. Se si vuole arrivare fino al sud, a Salalah, bisogna aggiungere una settimana per via delle distanze. Io ho scelto di concentrarmi sul nord e sul centro, saltando la stagione dei monsoni che arriva solo a giugno.

Un aspetto che mi ha deluso è la gestione dei siti archeologici: molte fortezze sono restaurate con gusto, ma le didascalie sono spesso solo in arabo e inglese, e le audioguide a volte non funzionano. A Bahla, uno dei siti Unesco, ho trovato le indicazioni per il parcheggio confuse e la biglietteria chiusa per orario non dichiarato. Non è un paese pensato per il turismo di massa, ma a volte la disorganizzazione di certe fortezze rovina l'esperienza. Inoltre, il caldo a maggio è già fastidioso: si superano i quaranta gradi nelle ore centrali, e molti wadi hanno poca acqua perché la stagione delle piogge non è ancora iniziata. Wadi Shab era bello ma non spettacolare come in foto: l'acqua era bassa e le pozze poco profonde.

Il consiglio che non si trova sulle guide turistiche è di portarsi una mappa cartacea dettagliata dell'Oman, venduta nelle librerie di Mascate o da scaricare prima. Il segnale telefonico sparisce spesso nelle valli e nel deserto, e Google Maps tende a mandare per strade sterrate non segnalate. Con una cartina fisica si evitano deviazioni pericolose e si scoprono sentieri alternativi. Per esempio, per raggiungere il forte di Al Hazm, la strada più breve dalla superstrada è una pista sterrata che nessun navigatore indica come percorribile. Se non si ha esperienza di guida fuoristrada, meglio chiedere agli abitanti del posto: sono disponibili e indicano le vie migliori.

3 Commenti

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gi
gioerena

Il wadi Shab mi ha impressionato più delle foto viste online.

LU
luxtrip92

A me è successo il contrario: le foto online erano molto più suggestive. Dal vivo ho trovato l'acqua meno cristallina e troppa ressa.

A me ha deluso, troppo turistico e organizzato.