Patagonia: ghiacciai e sentieri infiniti
Patagonia: ghiacciai e sentieri infiniti è la sintesi perfetta di quello che ho programmato per questa primavera. Dopo mesi a leggere resoconti e confrontare mappe, ho messo insieme un itinerario di otto giorni che parte da El Calafate e arriva fino a Torres del Paine, passando per El Chaltén. La data di partenza è fissata per metà maggio, quando l'autunno australe regala colori e cieli limpidi ma anche un freddo pungente. Il budget complessivo si aggira sui 2500-3000 euro a persona, considerando voli interni, trasporti, sistemazioni in ostelli e qualche escursione organizzata. Un costo medio-alto, insomma, ma nella media per una destinazione che richiede logistica.
Giorno 1: arrivo a El Calafate. Volo da Buenos Aires, atterraggio in tarda mattinata. Ho prenotato un ostello in centro con camere condivise. Il pomeriggio lo dedico a una passeggiata lungo la costanera del lago Argentino: l'aria è secca, il vento fermo per una volta, e il sole basso illumina le acque color turchese. Ceno in una parrilla semplice, spendo circa 15 euro per un piatto di cordero. Niente di speciale, ma funziona.
Giorno 2: interamente dedicato al Perito Moreno. Prendo il bus navetta che parte alle 8.30 dal centro, costo 20 euro andata e ritorno. Il ghiacciaio è massiccio, con quelle pareti verticali che a tratti si sgretolano in rombi sordi. Cammino sui percorsi pedonali delle passerelle per quasi quattro ore, cambiando angolazione. Il rumore del ghiaccio che si spezza è ipnotico. Un aspetto negativo: la folla. Anche a maggio ci sono gruppi organizzati, e gli spazi stretti delle balconate diventano un via vai continuo. Per schivare la calca conviene arrivare presto, tipo alle 9. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: portare binocoli da birdwatching, non per gli uccelli, ma per osservare i dettagli del ghiaccio, le crepe profonde e le sfumature di blu che a occhio nudo si perdono.
Giorno 3: trasferimento a El Chaltén. Bus da El Calafate, circa tre ore, 25 euro. Arrivo nel pomeriggio e mi sistemo in un ostello vicino alla piazza. Il paese è piccolo, tutto in funzione del trekking. Nel tardo pomeriggio faccio una camminata facile fino al mirador del Cerro Torre, ma le nuvole coprono la vetta. Pace assoluta, si sente solo il vento.
Giorno 4: escursione alla Laguna de los Tres. Partenza alle 5.30 del mattino, con la torcia frontale. Il sentiero è ben segnato, ma l'ultimo tratto è una salita ripida su pietraia. Ci metto quasi 5 ore per arrivare. La vista sul Fitz Roy è spettacolare, con il lago ghiacciato ai piedi. Il vento è fortissimo, quasi da non riuscire a stare in piedi. Scendo velocemente, arrivo all'ostello che è sera. Stanco ma soddisfatto.
Giorno 5: mattinata libera per riposare, poi bus per Puerto Natales. Il valico di frontiera tra Argentina e Cile è rapido, ma serve avere i documenti in regola. Il viaggio dura circa 6 ore, 30 euro. A Puerto Natales trovo un ostello modesto ma pulito. La sera passeggio sul lungomare, l'atmosfera è sonnolenta.
Giorno 6: Torres del Paine. Prendo il bus che porta al parco nazionale alle 6.30. Il biglietto d'ingresso costa circa 30 euro. Faccio il trekking classico al Mirador Las Torres, circa 8 ore andata e ritorno. Il paesaggio è vastissimo, con la steppa che si apre sulle montagne. La salita finale è su massi instabili, richiede attenzione. Il vento è ancora più forte che in Argentina, e a tratti solleva polvere che punge gli occhi. Un consiglio specifico: portare una sciarpa di lana da avvolgere intorno al collo per proteggere la pelle dal vento e dal sole, che qui brucia anche con le nuvole. La delusione maggiore: i sentieri sono battuti, ma non mancano i tratti fangosi che trasformano le scarpe in zolle di terra.
Giorno 7: ultima escursione, il percorso alla Laguna Azul. Più breve e meno frequentato, circa 4 ore. L'acqua è di un colore intenso, quasi irreale. Poi rientro a Puerto Natales e bus per Punta Arenas, dove ho il volo di rientro il giorno dopo.
Giorno 8: volo da Punta Arenas a Santiago, con scalo. Fine del viaggio.
Per visitare la Patagonia in modo completo servono almeno 10-12 giorni, ma con 8 si riesce a vedere il meglio. Muoversi con i bus è comodo, ma i prezzi lievitano se si prenota all'ultimo. Un aspetto negativo da non sottovalutare: la logistica dei trasporti. Le coincidenze non sono sempre perfette e un ritardo può scombinare l'intero programma. Meglio avere un giorno di margine.