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Amorgos: l'isola greca che sfida il turismo di massa

Amorgos non sfida il turismo di massa per moda, ma perché la sua geografia lo rende oggettivamente scomodo da raggiungere e poco adatto a chi cerca comodità. Ecco una guida pratica per chi vuole capire se fa al caso proprio.

Quando andare: maggio e giugno sono il momento migliore. A maggio il mare è ancora freddo (intorno ai 18-19 gradi), ma i sentieri sono percorribili senza il sole che a luglio ti fonde il cervello. Da evitare agosto, quando il paese si riempie di turisti greci e il porto di Katapola diventa un caos di auto in coda. Settembre è buono, ma attenzione ai meltemi che soffiano forti.

Come arrivarci: da Atene ci sono traghetti da Rafina o Pireo. Il viaggio dura dalle 5 alle 9 ore a seconda del tipo di nave. Non esistono voli diretti. Il traghetto veloce costa circa 50-60 euro a tratta, quello lento 30-40. Arrivando al porto di Katapola o Aegiali, sconsiglio di noleggiare uno scooter subito: le strade sono strette e il vento laterale pericoloso. Meglio affidarsi ai bus locali che collegano i due porti e Chora, il borgo principale. Costano 2-3 euro a corsa.

Budget: medio-alto per la Grecia. Una stanza doppia a maggio si trova sui 60-80 euro a notte in struttura semplice, ma a Ferragosto si arriva a 150. Mangiare fuori costa sui 20-30 euro a testa per cena con vino. L'isola non è economica perché tutto arriva via mare.

Cosa non perdere: il monastero di Panagia Chozoviotissa, incastonato nella scogliera. Si arriva a piedi da Chora con una salita ripida, ma la vista vale lo sforzo. Le spiagge più belle sono Aghia Anna (ciottoli, acqua cristallina) e Mouros (raggiungibile solo via mare o con un sentiero sconnesso). Per gli amanti del trekking, il percorso da Chora a Stavros regala panorami che tolgono il fiato.

Cosa evitare: la spiaggia di Katapola. È comoda perché vicina al porto, ma l'acqua è torbida e il fondale sporco di rifiuti. Molte guide la consigliano, ma è una delusione. Anche il ristorante To Kyma a Chora è sopravvalutato: piatti mediocri e conto salato.

Un consiglio che non trovi sulle guide: porta un paio di scarpe da trekking con suola antiscivolo. I sentieri sono spesso ghiaiosi e scivolosi, e i turisti con sandali finiscono per cadere. Succede ogni primavera.

Aspetto negativo: la movida è praticamente inesistente. Se si cerca vita notturna, meglio Naxos o Santorini. Dopo le 23 a Chora si sentono solo i gatti. Per me è un pregio, ma va detto.

Quanto tempo serve: minimo 4-5 giorni per vedere le cose principali senza correre. Una settimana permette di esplorare anche le baie più isolate. Con meno di tre giorni si rischia di passare più tempo sui traghetti che sull'isola.

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