Cosa non perdere a Lisbona in 3 giorni?
Cosa non perdere a Lisbona in 3 giorni? Per me, in tre giorni l’essenziale è il tramonto dal Miradouro da Graça, una passeggiata a Belém tra pastéis e il Monastero dos Jerónimos, e un pomeriggio a girare per l’Alfama senza mappa.
Il budget per questi tre giorni può essere medio: conto circa 50-70 euro al giorno per mangiare bene (pranzo in tascas, cena in un ristorante semplice) e visitare le attrazioni principali. Lisbona non è cara come Parigi, ma negli ultimi anni i prezzi sono saliti, specialmente nei posti più turistici. Per arrivare: dall’aeroporto si prende la metropolitana rossa fino a Saldanha o Alameda, poi si cambia per il centro. Per muoversi dentro città, il miglior affare è la carta Viva Viagem ricaricabile: costa 0,50 euro più le corse singole (1,50 euro) o un abbonamento giornaliero. L’Elevador da Bica è carino ma spesso pieno; meglio salire a piedi. I tram 28 e 12 sono un’esperienza, ma anche un incubo nelle ore di punta – meglio prenderli presto la mattina.
Tre giorni sono giusti per un primo assaggio: si riesce a vedere Belém, l’Alfama, il Chiado e forse una gita a Sintra se si fa un giorno intero. Ma attenzione: Sintra è stancante e richiede almeno 8 ore, quindi toglie tempo al centro. Un aspetto negativo che ho notato è la folla: anche a maggio, in primavera, le code al Monastero dos Jerónimos e alla Torre di Belém sono lunghe. Meglio prenotare online o andare all’apertura. Altra delusione: il Time Out Market è troppo caro e caotico, non vale la fila per un pastel de nata da 4 euro quando in qualsiasi pastelaria di quartiere si spende la metà.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: invece di prendere il tram 28 fino al terminus, scendere alla fermata di Largo das Portas do Sol e proseguire a piedi verso il Miradouro de Santa Luzia – lì c’è un piccolo cancello laterale che porta a un belvedere quasi deserto, con vista sul Tago e senza la calca degli altri punti panoramici. Per il resto, la città si scopre camminando: le stradine della Mouraria, il suono del fado che esce da un portone aperto, l’odore di griglia la sera.