Wakatobi: immersioni e villaggi di pescatori
Wakatobi? Onestamente, tra immersioni e villaggi di pescatori c'è un contrasto che pochi raccontano. Il posto è spettacolare per i fondali, ma la vita nei villaggi è molto più dura di quanto si immagini.
Budget medio-alto, non si scappa. I voli per l'Indonesia e poi i collegamenti interni (da Bali o Makassar con piccoli aerei) costano una cifra. Una volta lì, muoversi tra le isole principali con i boat transfer locali è fattibile, ma non aspettatevi orari fissi. Per visitare bene l'arcipelago servono almeno 7-10 giorni, anche perché le distanze tra i punti di immersione non sono brevi.
L'aspetto negativo? La fatica logistica. Arrivare a Wanci, l'isola principale, da Bari è un viaggio di due giorni pieni, con scali e notti in aeroporto. E una volta lì, il cibo nei warung è semplice, monotono. Non fatevi abbindolare dalle foto patinate: il pesce è buono, ma dopo una settimana di riso e sambal si inizia a sognare una pizza.
Un consiglio che non troverete sulle guide: saltate le immersioni organizzate dai resort grossi e cercate i piccoli operatori locali a Kampung Wanci. Loro conoscono i punti meno battuti, tipo il reef di Hoga, e il costo è dimezzato. Portatevi una maschera di ricambio perché quelle a noleggio sono spesso rovinate. Il corallo è vivo, ma la plastica galleggia ovunque: un pugno nello stomaco per chi ama il mare.