Colombia: la costa pacifica e i villaggi afro
La costa pacifica colombiana e i villaggi afro sono una destinazione affascinante ma impegnativa, lontana dal turismo di massa. Chi pensa di trovare resort e cocktail sulla spiaggia resterà deluso: qui si viene per l’autenticità, non per il comfort.
Quando andare? Maggio è un mese di transizione, piogge frequenti ma non torrenziali. La stagione secca va da dicembre a marzo, ma anche luglio e agosto offrono finestre decenti. Eviterei ottobre e novembre, quando i fiumi esondano e molti sentieri diventano impraticabili.
Arrivare non è banale. Il modo più comune è volare a Bogotà e poi prendere un volo interno per Buenaventura o Tumaco. Da lì si prosegue in barca o jeep. Io ho scelto di atterrare a Buenaventura e poi navigare verso sud, fermandomi a Nuquí e Bahía Solano. Spostarsi tra i villaggi richiede pazienza: le barche sono lente, gli orari approssimativi. Il budget si aggira sul medio-alto. I voli interni costano intorno a 150-200 euro andata e ritorno, le barche pubbliche 10-20 euro a tratta, ma i pernottamenti in ecolodge o case familiari vanno dai 30 ai 60 euro a notte. Mangiare è economico (5-10 euro per un piatto di pesce con riso). In tutto, per dieci giorni si spende sui 1200-1500 euro, voli esclusi. Se si vuole risparmiare, si può dormire in amache o stanze condivise, ma non è per tutti.
Il tempo necessario? Almeno dieci giorni per avere un assaggio decente. Con meno si rischia di passare più tempo nei trasferimenti che a scoprire i luoghi.
Cosa non perdere: il villaggio di San Cipriano, raggiungibile su una ferrovia in motocarro, con le sue piscine naturali; le spiagge di Nuquí, dove si vede il plancton bioluminescente; e la gastronomia afro, con piatti come il encocado de pescado. Cosa evitare: affidarsi ai trasporti via terra dopo il tramonto – le strade sono piene di buche e non c’è illuminazione.
Un aspetto negativo che mi ha colpito è la scarsità di infrastrutture igieniche: molte toilette sono rudimentali, l’acqua non è potabile, e le zanzare sono implacabili. Non è un viaggio per chi ha la pelle sottile. Un consiglio che non trovate su nessuna guida: portatevi un buon zaino impermeabile e contanti in abbondanza. I bancomat sono rarissimi e spesso vuoti. Ho visto turisti bloccati perché le card non funzionavano. Meglio arrivare preparati con pesos fisici.