Giappone: il sentiero di Kumano Kodo tra natura e spiritualità
Il Kumano Kodo è un percorso che fonde natura e spiritualità in modo autentico, ma non è una passeggiata meditativa per tutti: richiede preparazione fisica e una certa flessibilità logistica. L'ho percorso per intero la settimana scorsa, partendo da Takijiri-oji e arrivando a Nachi Taisha, e posso dare qualche indicazione pratica per chi vuole viverlo in questa primavera.
Il budget si aggira su un livello medio-alto, considerando che in Giappone tutto costa. Per il sentiero stesso non si paga biglietto, ma alloggio e pasti nei ryokan o nei minshuku lungo il tragitto vanno dai 10.000 ai 15.000 yen a notte a persona, con cena e colazione incluse. Aggiungendo il trasporto per arrivare e gli spostamenti di back-up (autobus, taxi per i tratti alternativi), una settimana completa può costare intorno a 1.200-1.500 euro, voli esclusi.
Per arrivare: il punto di partenza più comune è Takijiri-oji, raggiungibile con un bus dalla stazione di Kii-Tanabe (linea JR dalla regione del Kansai, circa 2 ore da Osaka o 3 da Kyoto). Muoversi lungo il percorso è semplice sui tratti ufficiali, ma per tornare indietro o saltare segmenti si usano gli autobus locali, che però hanno orari ridotti (controllare sul sito ufficiale della prefettura di Wakayama). Il mio consiglio non scontato: portarsi un piccolo quaderno e una penna per timbrare il passaporto del pellegrino a ogni stazione, ma soprattutto per annotare i numeri di telefono dei taxi locali, che spesso salvano quando l'ultimo bus è già passato.
Quanto tempo serve? Per l'itinerario più classico, la Nakahechi (da Takijiri a Nachi), servono almeno 5 giorni camminando 6-8 ore al giorno. Se si hanno meno giorni, si può accorciare partendo da Hosshinmon-oji, togliendo la prima tappa più faticosa. Un aspetto che mi ha deluso: alcuni tratti vicino ai templi più famosi, come Hongu Taisha, sono asfaltati e attraversano strade secondarie, spezzando un po' l'atmosfera di immersione totale. Inoltre, la folla a maggio (alta stagione primaverile) può essere fastidiosa nei punti di ristoro e nei bus navetta.
Un dettaglio che raramente si trova nelle guide: portarsi un piccolo asciugamano in microfibra e una confezione di sali elettrolitici in polvere. Le sorgenti termali (onsen) lungo il percorso sono poche e spesso affollate, ma dopo una camminata estenuante un bagno veloce in un ryokan che offre solo doccia è meglio di niente. I sali aiutano a reintegrare i minerali persi con il sudore umido della primavera giapponese, più appiccicoso che in altre stagioni.