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Filippine: tra lagune di smeraldo e spiagge di corallo

Filippine: tra lagune di smeraldo e spiagge di corallo

A me sembra che il titolo prometta un paradiso che esiste davvero, ma bisogna avere gli occhi giusti per vederlo. Le Filippine sono un paese di contrasti fortissimi: da una parte lagune di un verde quasi innaturale, dall'altra un traffico e una confusione che mettono a dura prova i nervi. Però, se uno cerca natura allo stato puro e mare che non ha nulla da invidiare ai Caraibi, beh, qui si trova.

Sul budget, occhio a farsi ingannare. Io sono partito con l'idea di spese bassissime, ma la realtà è un'altra. Economico si può fare, ma con rinunce. Un backpacker con 40 euro al giorno campa, ma parliamo di letti in ostello, cibo da strada e trasporti pubblici scomodi. Per un viaggio medio, diciamo 70-80 euro al giorno, si dorme in guesthouse decenti, si mangia nei locali e ci si sposta con i ferry veloci. Se si vuole un bungalow sul mare con aria condizionata, si va sui 120-150 euro al giorno, e non è nemmeno lusso puro. Il problema è che le escursioni, tipo quella alle lagune di El Nido, sono tariffate quasi come in occidente. Quindi: budget medio-alto per esperienze decenti.

Per arrivare, il volo internazionale su Manila o Cebu è inevitabile. Da lì, i voli domestici sono la soluzione migliore per risparmiare tempo: Palawan, Siargao, Cebu, Bohol. Muoversi via mare è romantico ma lento, e i traghetti non sono puntuali. Per spostarsi tra isole, meglio programmare con margine. Dentro un'isola, tricicli e jeepney sono l'osso, ma per distanze lunghe noleggiare una moto è la sola opzione sensata, e bisogna stare attenti perché le strade sono piene di buche.

Tempo necessario? Almeno tre settimane, e bisogna accettare di non vedere tutto. In due settimane si fa solo la rotta classica: Palawan (Puerto Princesa, El Nido, Coron) più una tappa a Cebu o Bohol. Ma è un tour de force. Io ho fatto un mese e mi sono fermato a Siargao per 10 giorni, ed è stato il pezzo migliore. Se si hanno solo 10 giorni, meglio concentrarsi su una zona sola e non fare il turista mordi e fuggi.

Un aspetto negativo, e pesante: la plastica. Le spiagge più belle, quelle da cartolina, a volte hanno una striscia di rifiuti portati dalla corrente. A Coron, intorno a luglio, ho visto sacchetti galleggiare accanto ai coralli. Deludente, e un po' triste. Inoltre, il turismo di massa ha rovinato certi posti: El Nido è diventata cara e piena di resort che sembrano cantieri. Il vero problema è la gestione dei rifiuti e l'urbanizzazione selvaggia.

Un consiglio che non troverete in nessuna guida: invece di El Nido, provate l'isola di Marinduque. Poco conosciuta, ha spiagge bianche e una laguna chiamata Bellarocca che è uno spettacolo. Ci si arriva con un traghetto da Lucena, e la fatica del viaggio è ripagata dall'assenza di folla. Lì ancora si trovano pescatori che offrono un pranzo a pochi euro, e coralli vivi. Ma è un posto per chi cerca autenticità e non si spaventa di dormire in una pensione senza wifi.

Detto questo, le Filippine non sono per tutti. Io le ho trovate faticose, a tratti frustranti, ma quando ti trovi in barca davanti a quelle lagune di smeraldo, capisci perché la gente torna. Però serve testa, pazienza e un budget che non sia ridicolo.

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