Perché Svalbard è l'esperienza da non perdere in primavera
L'ho visitata a maggio e ancora mi sembra un sogno ad occhi aperti. Non è la classica meta da cartolina: il ghiaccio inizia a ritirarsi con boati profondi, la luce è un crema dorata che non tramonta mai davvero, e l'unica folla è quella degli uccelli migratori che urlano sui dirupi. Camminare su quel terreno ancora nudo, tra i resti dell'inverno che si sciolgono, ti fa sentire parte di un ciclo antico e spietato. È un'ospitalità dura, autentica, senza fronzoli. Non è per tutti, ma per chi cerca un risveglio primordiale, è l'unico luogo che mi abbia davvero cambiato il passo.