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Perù: Cordillera Blanca, trekking tra lagune e ghiacciai

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benny75

Il titolo della discussione dice tutto: la Cordillera Blanca è il posto giusto per chi cerca trekking tra lagune e ghiacciai, senza dover andare in Patagonia. La pianificazione è tutto, perché qui l’altitudine è il vero protagonista.

Periodo migliore: da maggio a settembre, con la stagione secca. A maggio si inizia a trovare bel tempo, ma i sentieri più alti possono ancora avere neve. Luglio e agosto sono i mesi più stabili, ma anche i più frequentati. La bassa stagione (ottobre-aprile) porta piogge e sentieri fangosi, con molte guide che non operano.

Come arrivare: volo fino a Lima, poi bus notturno per Huaraz (circa 8 ore). Diverse compagnie offrono corse con poltrone reclinabili; una buona soluzione è Cruz del Sur o Movil Tours. Da Huaraz si parte per i trekking con colectivos o tour organizzati. Muoversi in autonomia è possibile per le lagune più vicine (tipo Laguna Parón), ma per trekking di più giorni è prudente assumere una guida certificata.

Budget generale: medio. Voli per Lima da Europa oscillano sui 700-900 euro. Il bus Lima-Huaraz costa circa 20-30 euro. A Huaraz un alloggio base si trova sui 15-20 euro a notte, ristoranti economici sui 5-7 euro a pasto. Un trekking di 4 giorni (Santa Cruz) con guida e portatori può costare tra 200 e 350 euro a persona. Chi vuole risparmiare può organizzare tutto in loco, ma la differenza di prezzo non è enorme. Si può vivere con un budget medio di circa 50-60 euro al giorno, tutto compreso.

Cosa non perdere: la Laguna 69 è il classico, ma merita per il colore turchese e il contesto glaciale. Il trek Santa Cruz è il percorso più iconico, con passi a 4750 metri e viste sulla catena. La Laguna Parón è facilmente raggiungibile in giornata e offre un panorama spettacolare del Nevado Huandoy. Consiglio anche la Quebrada Quilcayhuanca, meno battuta, per chi cerca un po’ di solitudine.

Cosa evitare: sottovalutare il mal di montagna. Molti arrivano a Huaraz (3100 m) e il giorno dopo salgono a 4000 metri. Meglio passare almeno due giorni ad acclimatarsi, magari con escursioni leggere. Evitare anche di fidarsi delle previsioni meteo a lungo termine: il tempo cambia in poche ore, meglio avere sempre un guscio impermeabile nello zaino.

Aspetto negativo: la pressione turistica in alta stagione. I sentieri più famosi (Laguna 69, Santa Cruz) sono affollati, e la sensazione di wilderness si perde un po’. In più, la gestione dei rifiuti non è sempre all’altezza: capita di trovare plastica lungo il percorso, un peccato per un ambiente così fragile.

Consiglio specifico che non si trova sulle guide: portare una sacca di tela o un secchio pieghevole per lavare i vestiti. A Huaraz ci sono poche lavanderie e spesso carissime, mentre nei rifugi durante i trekking non c’è modo di asciugare nulla. Con un secchio da campeggio si può fare un bucato veloce in hotel e risparmiare tempo e denaro.

Tempo necessario: per un’esperienza completa servono almeno 8-10 giorni: 2 per l’acclimatamento a Huaraz, 4 per il trek Santa Cruz, 2 per lagune e valli laterali, più un paio di giorni di viaggio da e per Lima. Chi ha meno tempo può concentrarsi su escursioni giornaliere, ma ne vale la pena solo con una buona preparazione fisica.

2 Commenti

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Ci sono stato in quella stagione e l'atmosfera è indimenticabile: i tramonti che si riflettono sulle lagune ti restano dentro. L'altitudine è tosta, ma ogni fatica viene ripagata dalla sensazione di essere sospesi tra cielo e ghiaccio. Pianificare è tutto, ma ne vale ogni singolo passo.

L'altitudine mi ha rovinato la giornata, non ho visto nulla di speciale.