Madagascar: Tsingy, la foresta di pietra
Sì, il Tsingy de Bemaraha merita il viaggio, ma non è un posto da prendere sotto gamba. Io l’ho visto questa primavera, a maggio, e ancora ci penso: è una foresta di pietra calcarea con guglie affilate che sembrano lame, un paesaggio alieno. Però il budget è medio-alto, diciamo sui 50-70 euro al giorno una volta dentro, ma il grosso è arrivarci. Si parte da Morondava o da Tana, meglio Morondava. Da lì si prende un taxi brousse fino a Bekopaka, ma son 8-10 ore di strada sterrata assurda, polvere e sobbalzi. In alternativa noleggiare un 4x4 con autista, ma costa un botto. Una volta a Bekopaga si paga l’ingresso al parco (circa 25 euro a testa) e poi si fa il trekking. Per visitare bene il piccolo e il grande Tsingy servono almeno due giorni pieni, meglio tre. Il sentiero nel Petit Tsingy è più facile, con scale e passerelle, ma il Grand Tsingy è tosta: arrampicate su ferrate, ponti sospesi, fessure strette. Il lato negativo? La fatica e il caldo, umido all’inverosimile. E le zanzare, tante. Inoltre il parco è caro rispetto ai servizi: niente ristoranti decenti, solo l’ostello basic. Un consiglio che non trovi sulle guide: porta scarpe da trekking già usate, non nuove, perché la roccia taglia le suole morbide e il calcare ti consuma i piedi. Se hai piedi sensibili, metti del nastro adesivo sulle dita prima di iniziare.