Giappone: Seto Inland Sea, isole tra arte e natura
Ho appena trascorso due settimane esplorando il Seto Inland Sea e posso confermare che è un gioiello tra arte e natura, ma con alcune peculiarità che è bene conoscere prima di partire. Sono partito da Firenze a fine aprile, atterrando a Osaka, ma per chi arriva da altre città, il punto d'ingresso più comodo è l'aeroporto di Kansai o quello di Hiroshima. Da lì, il modo migliore per addentrarsi nell'arcipelago è il Japan Rail Pass, che copre anche alcuni traghetti JR tra le isole principali, ma attenzione: molti collegamenti locali sono gestiti da compagnie private e si pagano a parte.
Il periodo migliore è senza dubbio la primavera, da fine marzo a maggio, quando le temperature sono miti e le fioriture di ciliegi si mescolano alle installazioni artistiche. L'autunno, con i colori caldi, è altrettanto valido, ma ho evitato l'estate per il caldo umido e i tifoni. Per quanto riguarda il budget, direi che è una destinazione di fascia media: si spende meno che a Tokyo o Kyoto, ma non è economica come le zone rurali del Giappone. Una camera d'albergo su un'isola come Naoshima parte da circa 150 euro a notte in bassa stagione, mentre un pasto semplice in un ristorante locale costa sui 15-20 euro. Contando traghetti, ingressi ai musei e spostamenti, per una settimana ho speso circa 1200 euro a testa (volo escluso), ma si può scendere a 800-900 se si sceglie un ostello o si cucina da sé.
Cosa non perdere assolutamente: il Museo d'Arte di Chichu a Naoshima, progettato da Tadao Ando, è un'esperienza quasi mistica, con le opere di Monet e Turrell che dialogano con la luce naturale. L'isola di Teshima ha il Museo d'Arte di Teshima, una goccia d'acqua di cemento che sembra fluttuare nel paesaggio. Imperdibili anche le installazioni sparse sulle isole di Ogijima e Inujima. Poi c'è Shodoshima, la più grande, con i suoi uliveti e le gole di Kankakei: qui ho fatto un'escursione a piedi di mezza giornata, molto rilassante.
Un aspetto negativo che mi ha colpito è la difficoltà logistica: non esiste un'unica biglietteria per tutti i traghetti, e gli orari variano molto tra isole e stagioni. Ho perso un'intera mattinata perché un traghetto era stato cancellato senza preavviso e il sito internet non era aggiornato. Inoltre, alcune isole sono molto piccole e offre poco in termini di ristorazione e alloggio: su Megijima, per esempio, l'unico ristorante era chiuso per ferie e ho dovuto mangiare patatine da un distributore automatico.
Il tempo necessario per una visita soddisfacente è di almeno 6-7 giorni. Con meno di 4 giorni si rischia di vedere solo Naoshima e Teshima, perdendosi le isole minori altrettanto affascinanti. Un consiglio specifico che non ho trovato sulle guide turistiche: acquistate la "Setouchi Area Pass" (venduta da JR West) che include non solo i treni ma anche alcuni bus e traghetti selezionati. Ma soprattutto, per muovervi tra le isole più remote, noleggiate uno scooter elettrico sulle isole principali (Naoshima e Teshima li hanno): costa circa 30 euro al giorno e vi permette di visitare i musei sparsi nelle colline senza aspettare l'autobus che passa ogni due ore. Evitate di andare nei weekend di metà maggio, quando si tiene il Setouchi Triennale (anche se non è anno di esposizione, ci sono comunque eventi collaterali e folla). E non dimenticatevi di controllare le maree se volete fare l'escursione all'isola di Sarushima o alle spiagge nascoste di Ogijima: un amico si è ritrovato con l'acqua al ginocchio in un sentiero che era segnato come agibile solo con bassa marea.