Recensione

Indonesia: Raja Ampat, paradiso sommerso e biodiversità

be
benny75

Indonesia: Raja Ampat, paradiso sommerso e biodiversità

Raja Ampat merita ogni centimetro di fama che ha: è il posto più spettacolare che abbia mai visto per la biodiversità marina, ma bisogna arrivarci preparati, non solo con la muta.

PRO: La ricchezza di vita sott’acqua è sconvolgente. In una sola immersione ho contato più di quaranta specie di pesci diversi, senza sforzo. I coralli sono intatti, coloratissimi, con formazioni che sembrano giardini giapponesi. Secondo pro: il mare è caldo e calmo da ottobre ad aprile, con visibilità spesso oltre i trenta metri. Per chi ama lo snorkeling, anche solo le barriere vicino a Waisai regalano incontri con mante e squali pinna bianca.

CONTRO: I costi. Raja Ampat è cara. Un volo da Jakarta a Sorong parte da circa 150 euro a tratta, poi ci sono i transfer in barca, i permessi (circa 150 euro per dieci giorni), e i resort o i liveaboard partono da 200-250 euro a notte a persona. Secondo contro: la logistica è stancante. Da Sorong si prende un ferry pubblico o un taxi boat per Waisai (due ore), poi da lì spostarsi tra le isole richiede barche private o tour organizzati. Niente è immediato, e i collegamenti via terra non esistono. Per me, una delusione è stata la scarsità di infrastrutture su Waisai: pochi ristoranti decenti, bancomat che spesso non funzionano, e il wifi è una chimera. Chi cerca comfort occidentale rimarrà deluso.

Budget: medio-alto. Una settimana in un resort base con immersioni costa intorno ai 1200-1500 euro voli esclusi. Un liveaboard di lusso può superare i 3000. Economico si viaggia solo con tenda su kayak, ma è per avventurieri esperti.

Come arrivare e muoversi: volo per Sorong (dalla capitale o da Makassar). Da Sorong, ferry pubblico per Waisai (due ore, circa 8 euro) oppure taxi boat privato (circa 50 euro a barca). Dentro l’arcipelago, noleggiare un dinghy con motore per spostarsi tra gli homestay, oppure affidarsi a tour giornalieri organizzati dai resort.

Tempo necessario: almeno dieci giorni, meglio quattordici. Con meno di una settimana si rischia di passare metà tempo nei trasferimenti e vedere solo due o tre siti.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: portare una power bank capiente e una scheda SIM locale con abbastanza dati. Il segnale esiste solo vicino a Waisai, e molti homestay hanno pannelli solari che si spengono di notte. Senza batteria di riserva si rimane isolati. Inoltre, concordare sempre il prezzo del transfer in barca prima di salire: a chi non conosce la lingua, i pescatori locali chiedono cifre triplicate.

Consigliato per chi ha un budget medio-alto, ama immersioni o snorkeling in ambienti incontaminati, e non si spaventa a stare senza corrente elettrica per ore. Sconsigliato se si cerca vita notturna, resort all-inclusive con piscina, o se si ha poco tempo e si vuole vedere tutto in fretta.

1 Commento

per partecipare alla discussione

gi
gioerena

Mah, a me è sembrato sopravvalutato: coralli sì, ma troppi turisti e costi assurdi.