Palermo: i segreti della Vucciria e dell'arte di strada
La Vucciria e l'arte di strada a Palermo sono due facce della stessa medaglia, ma bisogna saperle cercare. Il mercato di giorno è un caos di bancarelle, pesce e urla, ma è lì che si respira la città vera. La sera invece cambia completamente: i murales di artisti locali e internazionali spuntano tra le saracinesche abbassate e le luci dei baretti. Per me il segreto è proprio questo contrasto. Il budget per una giornata è medio: un panino con la milza si trova a poco, ma se si vuole cenare in un posto un po' decente si spende sui 30 euro a testa. Per arrivare, dall'aeroporto il bus Prestia e Comandè costa 6 euro e porta in stazione centrale; poi a piedi ci si fa tutto il centro storico. Per visitare bene la Vucciria e i murales sparsi tra il quartiere della Kalsa e il Cassaro, servono almeno due giorni, perché è facile perdersi nei vicoli. Una delusione? La Vucciria di giorno è sporca, puzza di pesce marcio e i venditori sono aggressivi, non sempre simpatici. L'arte di strada poi non è ovunque come a Napoli o a Berlino: bisogna cercarla con gli occhi. Il consiglio che non trovi sulle guide è di entrare nei cortili interni di via Roma e via Maqueda, lì ci sono murales nati da progetti sociali poco conosciuti, senza turisti. E portare sempre contanti, perché molti venditori non accettano carte.