Grecia: Meteore, monasteri sospesi tra cielo e terra
Le Meteore sono un luogo che lascia senza fiato, ma vanno affrontate con la consapevolezza che il fascino spirituale si scontra con una logistica non sempre semplice.
Sto pianificando un viaggio per questa primavera, probabilmente a fine maggio, e mi sto informando su come organizzare al meglio la visita ai monasteri sospesi tra cielo e terra. Per chi è già stato, il budget direi che è medio: l'ingresso a ogni monastero costa circa 3 euro, ma se si vuole pernottare a Kalambaka o Kastraki i prezzi delle camere schizzano in alta stagione. Meglio prenotare con largo anticipo. Per arrivare, il modo più comodo è il treno da Atene fino a Kalambaka (circa 4 ore e mezza, biglietto intorno ai 20-30 euro), altrimenti in auto da Salonicco sono due ore e mezza. Una volta lì, muoversi è il primo scoglio: i monasteri sono sparsi su pinnacoli rocciosi e non c'è un sistema di trasporto pubblico efficiente. L'ideale è noleggiare uno scooter o una macchina a Kalambaka (circa 30-40 euro al giorno), altrimenti si può camminare, ma prepararsi a salite ripide e sentieri non sempre battuti.
Per visitare tutti e sei i monasteri aperti al pubblico servono almeno due giorni pieni, anche perché gli orari di apertura variano e alcuni chiudono per il pranzo. Il consiglio che non trovo sulle guide è di andare al monastero di Santo Stefano la mattina presto, prima delle 9: è l'unico accessibile senza scale (si arriva con una passerella) e spesso è il meno affollato, ma anche il più "turistico" nell'allestimento.
Un aspetto negativo che ho letto in molti resoconti e che mi preoccupa è la folla: durante la stagione primaverile i pullman di gruppi organizzati invadono i parcheggi già stretti, e salire le ripide scalinate del monastero della Trasfigurazione (il Grande Meteora) diventa un'esperienza claustrofobica. Meglio evitare il weekend e scegliere giorni infrasettimanali, anche se non sempre è possibile.
Un altro dettaglio che mi ha colpito è l'odore di incenso e cera misto al sudore dei visitatori: l'atmosfera mistica si perde un po' quando si è in cinquanta dentro una navata piccola. Però i tramonti dal punto panoramico di Psaropetra, a ovest di Kalambaka, valgono da soli il viaggio. La luce che accende le rocce arancioni è qualcosa che non si dimentica.
Se qualcuno ha suggerimenti su come evitare le ore di punta o su quale monastero meriti più di altri un sacrificio in termini di fatica, sono tutt'orecchi.