Saint Barth: l'isola del lusso caraibico tra spiagge da sogno e yacht
Saint Barth é tutto quello che immagini quando si parla di lusso caraibico, spiagge da cartolina e yacht che sembrano più resort galleggianti che barche. Ho passato una decina di giorni la primavera scorsa, e la domanda del titolo trova risposta in un mix di esclusività e natura selvaggia che altrove non ho trovato. Non é per tutti, ma per chi cerca un certo tipo di esperienza é difficilmente superabile.
Quando andare: da metà novembre a fine maggio. Da giugno a ottobre il rischio cicloni é reale e molti ristoranti chiudono. Io sono stato a maggio, dopo l'alta stagione: il clima era perfetto, temperature intorno ai 28 gradi, acqua caldissima, e meno folla rispetto a gennaio o febbraio. Gennaio e febbraio sono i mesi più cari e affollati per via delle vacanze americane ed europee.
Come arrivarci: l'aeroporto di Gustaf III é minuscolo, pista corta, atterrano solo jet privati e aerei turbolenza come il Twin Otter. Il modo più comune voli da Milano o Parigi a St. Maarten, poi cambio con un volo di 15 minuti su Saint Barth. Oppure traghetto da St. Maarten, ma il mare può essere agitato e sconsiglio a chi soffre il mal di mare. Muoversi sull'isola é obbligatorio noleggiare una Mini Moke o una Smart: i taxi costano una fortuna e i mezzi pubblici non esistono. Le strade sono strette e ripide, ma il parco auto é composto da auto piccole per quello.
Budget: non esiste la fascia economica. Si parla di medio-alto se si dorme in un piccolo hotel a 400 euro a notte, e caro se si sceglie un resort o una villa. Un pasto in un ristorante senza pretese costa intorno ai 60 euro a testa, una bottiglia d'acqua 5 euro. Io ho speso circa 7000 euro per una settimana, volo incluso, senza strafare. Per chi vuole risparmiare, non é l'isola giusta.
Cosa non perdere: la spiaggia di Saline, selvaggia e senza ristoranti, perfetta per stendere un telo e stare in pace. La baia di Colombier, raggiungibile solo a piedi o in barca, con acque turchesi e snorkeling discreto. La sera, il bar del Christophe al Rosewood per un cocktail al tramonto. Da evitare invece le spiagge più pubblicizzate come St. Jean in alta stagione: troppo caos e parcheggi impossibili. Un'altra delusione sono i prezzi al supermercato: una bottiglia d'acqua 8 euro, un pacchetto di patatine 12. Portarsi qualche snack da St. Maarten é una strategia che aiuta.
Un consiglio specifico che non trovi sulle guide: prenotare il tavolo da Tamarin almeno tre mesi prima, ma se non si riesce, provare il lunch al Bonito a mezzogiorno in settimana. Il ristorante é meno conosciuto e il rapporto qualità-prezzo (relativamente parlando) é ottimo. Per lo snorkeling, noleggiare un piccolo gommista senza motore a Lorient: costa meno di una escursione organizzata e si arriva in baie dove gli yacht non entrano.
Quanto tempo serve: quattro giorni sono il minimo per vedere l'essenziale, una settimana permette di alternare spiaggia, shopping a Gustavia e cene. Dopo dieci giorni si inizia a sentire un po' di monotonia se non si ama la vita da spiaggia fissata. L'isola é piccola, si gira in un'ora in macchina, ma il rilassarsi lentamente é il punto. Non aspettat