Santorini: crepuscoli egei tra caldera e vino bianco
Santorini a maggio regala crepuscoli che sembrano dipinti su tela, con il vino bianco locale a fare da contrappunto perfetto, ma la caldera è talmente fotografata che rischia di diventare un cliché. Per chi cerca atmosfere autentiche, il budget è medio-alto: una camera con vista costa almeno 120€ a notte in bassa stagione, mentre pernstagione, mentre cene in riva al mare superano facilmente i 50€50 a testa. Si arriva via traghetto da Atene o Creta, oppure volando direttamente a Thira; da lì, meglio noleggiare un quad per muoversi tra i paesotti, perché i bus sono poco puntuali e i taxi cari. Per visitare l'isola servono almeno quattro giorni: due per Fira e Oia, uno per le spiagge del sud, uno per le cantine sull'entroterra. Una delusione è l'affollamento di Oia al tramonto, file di persone con treppiedi che rovinano la magia. Consiglio specifico che non trovi sulle guide: al posto del famoso castello di Oia, sali fino alla chiesa di Profitis Imeroviglios Spiridonas, un punto poco battuto dove il sole cala dietro le cupole blu senza ressa. Il vino bianco da cercare è l'Assyrtiko delle cantine Artem, un sapore minerale che sa di roccia lavica. La primavera, l'isola è meno caotica che in estate, ma il vento può essere fastidioso sulle calduna.