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Cortina: lusso e natura tra le Dolomiti

LU
luxso99

Cortina: lusso e natura tra le Dolomiti? Sì, se ti piace pagare il triplo per un caffè e convivere con un turismo che ormai rasenta la fiera del lusso. Ma partiamo da un dato di fatto: il paesaggio è indiscutibile. Le Tofane, il Cristallo, le Cinque Torri: roba da mozzare il fiato anche per uno come me che ha girato mezzo mondo. Però, e questo è il punto, Cortina è diventata una destinazione per chi ha il portafoglio grosso e la pazienza corta.

Budget? Decisamente caro. Un weekend con hotel 5 stelle, cena in un ristorante stellato e qualche skipass (anche se a maggio le piste sono chiuse, ma i rifugi aperti) si vola facile oltre i duemila euro a testa. E non parlo di champagne, eh, parlo della normalità. Ho visto camere a seicento euro a notte in strutture che in altre località alpine costerebbero la metà. Però si mangia bene, se si scelgono i posti giusti. Evitare le trappole per turisti in centro: le osterie alle prime stradine laterali sono più autentiche e meno care.

Come arrivare e muoversi: da Milano il modo più elegante è il treno fino a Calalzo (Frecciargento, circa tre ore) e poi bus di linea o taxi per gli ultimi trenta chilometri. In macchina si fa in tre ore abbondanti, ma parcheggiare a maggio è un incubo: i posti auto sono pochi e costosi, meglio prenotare un garage in anticipo. In paese si gira a piedi o con le navette, ma per le escursioni serve l'auto o un taxi privato: i mezzi pubblici nelle valli sono rari e poco frequenti. Un noleggio con autista è la scelta più comoda.

Quanto tempo serve: tre giorni pieni sono il minimo sindacale. Un giorno per la conca di Cortina e il giro del Falzarego, un altro per le escursioni sulle Cinque Torri o al Lago di Sorapis (raggiungibile solo a piedi, ma a maggio il sentiero può essere ancora innevato e scivoloso, attenzione), e un terzo per una gita a San Candido o Brunico, che sono più carine e meno snob. Se si vuole anche godersi i rifugi e i prati, meglio quattro giorni.

L’aspetto negativo, e lo dico senza peli sulla lingua, è il clima umano. A maggio il paese è pieno di gente che ostenta Rolex e cani di razza, e il servizio in alcuni locali è freddo, quasi seccato. Non me lo aspettavo da una località che dovrebbe essere accogliente. Inoltre, gli escursionisti veri sono pochi: la maggior parte passeggia in centro con scarpe firmate e abbigliamento tecnico mai usato. Una delusione, se si cerca lo spirito montano.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: ignorare la Funivia Faloria, sovrapprezzo e coda. Invece, prendere la seggiovia del Col Druscié: meno turistica, arriva a un altopiano con vista spettacolare e un rifugio gestito da una famiglia locale dove il tagliere di formaggi e speck è da manuale. Prenotate, però, perché a maggio i pochi posti vanno via in fretta. E portatevi abbigliamento a strati: il sole scalda, ma il vento in quota taglia. Io sono partito da Milano con la giacca leggera e ho dovuto comprare un pile in loco. Roba da matti.

4 Commenti

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be
benny75

Il caffè costa come altrove, basta evitare i locali turistici.

la
lauro_79

Hai ragione, io ho preso un caffè a 1,20 euro in un bar fuori dal centro frequentato da guide alpine. Il problema non è il prezzo, ma sapere dove andare.

Beh, dipende, ma se devi cercare il bar giusto per risparmiare due spicci, già perdi tempo.

Da palermitano, capisco il discorso dei prezzi, ma qui è un'altra storia.