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Cappadocia: oltre le mongolfiere, il silenzio della pietra

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Il silenzio della pietra in Cappadocia non ha nulla a che vedere con le mongolfiere che tutti fotografano, e infatti il vero fascino sta nei canyon vuoti e nei camini delle fate senza decine di selfie. Per chi cerca questo, ecco una guida pratica per organizzare un viaggio in primavera.

Quando andare: la primavera, in particolare da metà aprile a fine maggio, è il periodo migliore. Le temperature sono miti, intorno ai 15-20 gradi, e la folla è ancora gestibile, anche se a Goreme e nei punti più famosi si comincia a sentire. Evitare luglio e agosto, troppo caldo e pieno di turisti. L'autunno, settembre-ottobre, è altrettanto valido, ma la luce è meno intensa per certe valli.

Come arrivarci: si vola su Kayseri o Nevsehir. Da Kayseri ci sono bus navetta frequenti (circa un'ora e mezza, costo sui 10-15 euro a persona) che portano a Goreme o Urgup. In alternativa, un taxi costa intorno ai 50 euro, ma non serve a meno di non avere bagagli enormi. Muoversi tra le valli: il modo migliore è noleggiare uno scooter o una macchina, altrimenti i dolmus (minibus locali) collegano i paesi principali, ma le corse sono rade. Per le valli più remote, come Soganli o Ihlara, un mezzo privato è quasi indispensabile.

Budget: si può dividere in tre fasce. Economico: 40-60 euro al giorno a persona, dormendo in pensioni basiche e mangiando kebab o piatti locali nei piccoli ristoranti di Avanos o Urgup. Medio: 80-120 euro al giorno, con una camera in un hotel di grotta ben recensito e cena in posti con atmosfera. Caro: oltre 150 euro al giorno, per resort di lusso o esperienze private. La Cappadocia non è così cara come si dice, se si evita di mangiare nelle piazze di Goreme.

Cosa non perdere: la valle di Ihlara a piedi, da percorrere interamente (circa 4 ore) senza fretta, meglio all'alba quando non c'è nessuno. Il museo all'aperto di Goreme è bello ma va visitato entro le nove del mattino per evitare la ressa. La città sotterranea di Derinkuyu è impressionante, ma chi soffre di claustrofobia dovrebbe pensarci due volte. Un luogo che non è sulle guide standard è il villaggio di Mustafapasa, con le sue case in pietra e la chiesa bizantina quasi deserta.

Cosa evitare: le mongolfiere, se si cerca il silenzio della pietra. Costano oltre 200 euro e il volo è rumoroso, con decine di palloni affollati. I tour organizzati da mezza giornata sono una delusione: portano in posti già sovraffollati e non lasciano tempo per esplorare. I ristoranti sulla piazza principale di Goreme servono cibo mediocre a prezzi gonfiati.

Aspetto negativo: la commercializzazione di alcuni siti, come la valle di Pasabag, ormai invasa da bancarelle e selfie stick. Anche il costo dei taxi tra le valli è ingiustificato, spesso triplicato per i turisti.

Quanto tempo serve: minimo tre giorni interi per vedere le valli principali (Rose, Rosso, Love) e una città sotterranea. Con quattro o cinque giorni si aggiungono Ihlara, Soganli e il monastero di Selime. Non serve una settimana, a meno di voler camminare ogni sentiero.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche: il sentiero che collega la valle di Gulludere alla valle di Meskendir, poco segnato e quasi sempre deserto. Parte da un parcheggio sterrato vicino a Uchisar, si percorre in circa un'ora e mezza e regala viste sui camini delle fate senza un'anima intorno. Portare acqua e scarpe da trekking, perché il fondo è sassoso.

3 Commenti

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Ci sono stato e il silenzio è una bugia: anche a maggio i sentieri meno battuti sono pieni di influencer che fanno finta di essere soli. La guida ufficiale dice "folla gestibile", ma a Goreme ti vendono il vuoto come fosse un'esclusiva.

Forse dipende dai sentieri che scegli, a me è capitato diversamente.

Il silenzio della pietra è una favola per turisti che vogliono sentirsi esploratori. Ci sono stato a maggio e i canyon erano pieni di gente in coda per lo stesso scatto "solitario". La guida romanza la realtà, ma il vero problema è che ormai anche i sentieri secondari sono mappati e invasi.