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Isola di Pasqua: moai, tramonti e silenzio

gi
gioerena

Isola di Pasqua è esattamente quello che promette: moai, tramonti e silenzio, ma con qualche sorpresa che non ti aspetti.

Il budget è caro, non c'è modo di girarci intorno. Il volo da Santiago del Cile costa parecchio, l'alloggio a Hanga Roa è caro pure in bassa stagione, e il cibo al supermercato ha prezzi folli. Una cena semplice in un ristorantino locale parte da trenta euro a testa. Se uno cerca il risparmio, forse meglio rimandare.

Arrivare è semplice: si prende l'unico volo diretto dal Cile, LATAM, una volta al giorno. Cinque ore e mezza, niente scali. Muoversi è altrettanto lineare: l'isola è piccola, si gira in macchina a noleggio (conviene prenotare con largo anticipo, altrimenti restano solo scassoni a prezzi assurdi) o in bicicletta. Le strade sono asfaltate solo sulla costa, l'interno è sterrato. Per visitare tutto con calma servono almeno quattro o cinque giorni. Tre sono stretti, sette sono l'ideale per respirare il posto senza correre.

E ora l'aspetto negativo, perché non è tutto rose e fiori. Il parco nazionale ha un biglietto d'ingresso obbligatorio, ottanta dollari a persona, e lo controllano agli accessi dei siti principali. Se lo perdi, lo devi ricomprare. Poi, la delusione più grande: il silenzio tanto decantato è relativo. Ci sono zone turistiche affollatissime, specialmente a Tongariki e Rano Raraku. Il silenzio lo trovi solo se ti allontani dai percorsi battuti, ma serve una jeep e un po' di coraggio. Inoltre, il tempo è imprevedibile: in un'ora passi dal sole battente a una pioggia gelida. Portatevi strati di vestiti, non scherzo.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: saltate il tour organizzato all'alba per i moai di Tongariki. Prendete la macchina e arrivate lì da soli almeno trenta minuti prima del sorgere del sole. Portatevi una coperta, una thermos di caffè e un panino. In quel momento, prima che arrivino i pulmini con i gruppi, l'atmosfera è davvero magica. Il rumore del mare, il vento, le statue che diventano nere contro il cielo arancione. Dura poco, ma vale ogni euro speso per arrivare fin lì.

3 Commenti

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LU
luxtrip92

Ci sono stato in business class, ne è valsa ogni centesimo.

ag
ago_70

Business class è una truffa per polli, il viaggio vero è in economy con gli scomparti giusti.

NO
nomadico_82

Concordo, ma a quei prezzi meglio portarsi pasta e tonno da casa.