Parnaso: escursioni tra mito e natura
Il Monte Parnaso è esattamente quello che promette: un connubio perfetto tra trekking e suggestioni mitologiche, ma con qualche insidia da tenere a mente.
Budget medio. Si spende principalmente per i voli e per l'auto a noleggio, indispensabile per muoversi con libertà. I rifugi e le piccole locande nei villaggi attorno (Arachova, per esempio) hanno prezzi onesti, ma niente di straccio. Meglio prenotare con largo anticipo se si va in maggio come adesso.
Arrivare è semplice: da Bologna volo diretto per Atene, poi noleggio auto e circa due ore e mezza di strada fino ai piedi del massiccio. I sentieri sono ben segnati, ma non tutti. Per muoversi tra le valli e salire verso le vette serve un buon paio di scarponi e una mappa cartacea. Il cellulare perde spesso campo.
Per vivere l'essenza del luogo bastano tre giorni pieni: uno per la salita al rifugio e l'esplorazione della zona sacra di Delfi (che è qui accanto), un altro per un'escursione più impegnativa fino alla cima del Parnaso, e il terzo per gironzolare tra i boschi e le sorgenti che hanno ispirato il mito delle Muse.
L'aspetto negativo l'ho scoperto subito: il percorso più celebre, quello che porta alla cosiddetta "Fonte Castalia", è purtroppo molto frequentato e un po' rovinato da orde di turisti mordi-e-fuggi che salgono in bus da Delfi. Una delusione. Bisogna allontanarsi di almeno un'ora di cammino per ritrovare la vera atmosfera.
Un consiglio che non sta in nessuna guida: portatevi un coltellino e un sacchetto per raccogliere le erbe aromatiche. Lungo i sentieri meno battuti crescono timo, origano e menta selvatica in quantità. Raccoglierle al tramonto, con la luce che filtra tra i pini, è un'esperienza che vale più di qualsiasi foto.