Filicudi: l'isola selvaggia delle Eolie
Filicudi è l'isola selvaggia delle Eolie, senza mezzi termini, e per me è stata una delle sorprese più autentiche di questa primavera. Il fascino sta tutto nella sua asprezza: niente ressort patinati, niente fiumi di turisti, solo mare, roccia e silenzio.
PRO: la natura è incontaminata, con sentieri che regalano panorami mozzafiato e calette raggiungibili solo a piedi o in barca. Il mare è cristallino e la Grotta del Bue Marino merita il giro in barca. CONTRO: l'accessibilità è limitata, le spiagge sabbiose sono poche e spesso si cammina su scogliere scomode. Inoltre i collegamenti via aliscafo da Milazzo sono ridotti anche in primavera, e un giorno di maltempo può saltare tutto.
Il budget si aggira su medio-alto per via dei trasporti e dei prezzi dei pochi ristoranti a Pecorini a Mare. Per arrivare si prende l'aliscafo da Milazzo o Lipari (circa due ore). Sull'isola ci si muove con scooter a noleggio o con le barche dei pescatori per le escursioni. Per visitarla bene servono almeno tre o quattro giorni.
Una delusione? La spiaggia di Capo Graziano, bella ma minuscola e spesso affollata dai bagnanti degli scafi in transito. Un consiglio che non trovi sulle guide: prenotare con settimane di anticipo il ristorante La Sirena a Pecorini – il pescato del giorno è pura poesia, ma i posti volano.
Consigliato per chi cerca isolamento, trekking sul vulcano spento di Monte Terrione e nuotate in acque selvagge. Sconsigliato se si pretende comodità, vita notturna o ombrelloni a cinque stelle.