Valparaiso: street art e funicolari sul Pacifico
Valparaiso: street art e funicolari sul Pacifico — ecco cosa serve sapere per non finire a testa in giù su una collina.
Maggio è un mese decente: non piove come in inverno, ma il cielo è spesso grigio come la metropolitana di Milano dopo un temporale. Se si arriva da Santiago, meglio prendere il pullman (Turbus o Pullman, due ore scarse, sui 10-15 euro). L’aeroporto di Valpo è un miraggio, si atterra a Santiago e poi si suda in bus. Budget: medio-basso. Un pasto in un locale popolare costa 8-10 euro, una camera doppia in un hostería carina sui 50-60. Non è cara, ma nemmeno regalata: bere un caffè con vista sul porto fa lievitare il conto.
Il tempo minimo per non impazzire? Tre giorni pieni. Il primo per perdersi tra i cerros Alegre e Concepción, il secondo per le funicolari (ancora in funzione, miracolo) e il terzo per la delusione. Sì, perché la delusione arriva: la zona del porto è un pugno in faccia tra odore di pesce e container arrugginiti. I turisti si concentrano sui murales, ma i marciapiedi sono sconnessi e l’autobus numero 612 ti porta in un labirinto che non finisce mai. Evitare di camminare da soli dopo le dieci di sera nelle stradine meno illuminate: il fascino bohémien svanisce quando un cane randagio ti segue per tre isolati.
Cosa non perdersi: la salita in ascensore Ascensor El Peral (paga il biglietto singolo, tanto la vista vale lo sforzo) e il Museo a Cielo Abierto di Cerro Bellavista. Però il vero consiglio che non trovi sulle guide: portarsi una mappa cartacea perché il segnale telefonico salta tra le colline come un gatto spaventato. E non ordinare il pastel de choclo in un ristorante turistico: sembra un budino al forno, ma è un piatto di carne e mais che ti lascia incollato alla sedia per ore. Meglio un completo (hot dog) da un carretto.
In sintesi: Valparaíso è una città che si merita tre giorni, non di più. I colori sono veri, le scale infinite e il rumore delle funicolari ti resterà in testa come una canzone noiosa. Ma almeno il Pacifico è lì, a ricordarti che potevi fare peggio (tipo andare a Viña del Mar).