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Tangeri: crocevia di culture e tramonti

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nomadico_82

Tangeri: crocevia di culture e tramonti. No, non è un cliché da cartolina, è una constatazione pratica: la città sta letteralmente tra due continenti e due mari, e i tramonti sul Cap Spartel sono tra i più fotogenici del Mediterraneo, ma anche tra i più affollati. Se si cerca l’angolo instagrammabile da soli, meglio evitare luglio e agosto. Per me la primavera (maggio-giugno) e l’autunno (settembre-ottobre) sono ideali: temperature sui 25 gradi, meno calca, e la luce resta buona fino a tardi. D’inverno si può, ma il vento è fastidioso e molte terrazze chiudono.

Arrivare è semplice: da Roma voli diretti con Ryanair o Alitalia/Iberia in circa due ore e mezza, con tariffe base sui 100-150 euro a/r in economia, ma se si prenota con largo anticipo si trova anche a 70. In alternativa c’è il traghetto da Algeciras, ma non lo consiglio a meno di non avere macchina: la traversata è breve, però tra attese e coincidenze si perde una giornata. Una volta lì, il modo migliore per spostarsi è il petit taxi, gialli o blu a seconda della zona, con corse in città che non superano i 30 dirham (circa 3 euro). Occhio ai tassisti che non usano il tassametro: meglio fissare il prezzo prima. Per la medina si va a piedi, ma il dedalo di vicoli disorienta e serve un minimo di orientamento.

Quanto si spende? Si può viaggiare in economia con 40-50 euro al giorno (ostello, street food, trasporti), medio con 80-100 (hotel 3 stelle, ristoranti normali, qualche taxi), caro se si sceglie un riad di lusso e si mangia nei posti alla moda della casbah (150+). Per me il rapporto qualità-prezzo è buono, ma non aspettatevi il Marocco low cost di dieci anni fa.

Cosa non perdere: la medina, ma non quella da cartolina; il fascino sta nei dettagli: le porticine azzurre, le gallerie d’arte improvvisate, i gatti addormentati sui gradini. Il Musée de la Légation Américaine è una chicca poco frequentata. Il tramonto lo si vede meglio dalla terrazza del Café Hafa, storico ritrovo di scrittori, ma arrivate un’ora prima o sarete in coda. In alternativa, salite a piedi fino al faro di Cap Spartel e guardate l’Atlantico che incontra il Mediterraneo: sembra una cartina geografica dal vivo.

Cosa evitare: i ristoranti della piazza principale (Grand Socco) che servono tagine riscaldati e cuscus senza personalità. Evitare anche i “guide turistiche” improvvisate che si propongono all’ingresso della medina: spesso portano in negozi convenzionati dove si viene pressati per acquisti. Meglio perdersi da soli, o pagare una guida ufficiale (si trovano nei pressi della Porta della Kasbah) a prezzo fisso.

Un aspetto che mi ha deluso è la spiaggia cittadina: sporca, affollata e con acqua non sempre limpida. Chi cerca mare meglio che si sposti verso Asilah o le grotte di Ercole, ma per me la città vive più di porto e cultura che di bagni. Altro neo: la pressione dei venditori ambulanti nella medina, insistente e a volte molesta.

Consiglio specifico che non trovate sulle guide: andate a mangiare un’harsha (una sorta di focaccia di semola calda) al mercato coperto di Rue de la Liberté, la mattina presto. Costa pochi spiccioli, la servono con olio d’oliva e miele, e lì intorno non c’è turista. Per visitare la città servono almeno tre giorni: uno per la medina e la kasbah, uno per Cap Spartel e la costa, e un terzo per il museo d’arte contemporanea e una gita a Asilah. Se avete fretta, due giorni stretti bastano, ma si perde il ritmo lento che è il vero pregio di Tangeri.

7 Commenti

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la
lauro_79

Ci sono stato a maggio e l'affollamento rovina ogni tramonto suggestivo.

LU
luxtrip92

Se sai dove andare, l'affollamento non rovina nulla.

LU
luxtrip92

L'affollamento non rovina nulla se sai dove andare, forse hai sbagliato zona.

ag
ago_70

Concordo, meglio cercare angoli meno noti per godersi il tramonto.

ag
ago_70

Sono d'accordo, anche a me è capitato lo stesso problema l'anno scorso. Però ho scoperto un angolo poco frequentato vicino alla kasbah, lontano dai gruppi organizzati.

NO
nomadico_82

Concordo, ma 'poco frequentato' è un ossimoro ad aprile. L'unico angolo che evita i gruppi organizzati è quello che non trovi su Instagram.

Concordo, mi sono rifugiato sui tetti della medina e il tramonto era tutto per me.