Marocco: le kasbah del Dadès, itinerario tra fortezze e oasi
Il Marocco delle kasbah del Dadès è un itinerario che molti vendono come autentico, ma che in realtà è più turistico di quanto si creda. Se volete farvi un’idea di cosa significhi andare a caccia di fortezze di fango tra oasi, partiamo da qui: servono almeno 4 giorni pieni, meglio 5, per non ridursi a fare foto di corsa davanti ai cartelli. Il budget? Medio-alto, sui 700-900 euro a testa se si viaggia in due e si escludono i voli. Spiegherò perché non è economico come dicono.
Giorno 1: arrivo a Ouarzazate. Atterrare a Marrakech e guidare 4 ore è la scelta più comune, ma se avete un po’ di soldi in più prendete diretto l’aereo per Ouarzazate – risparmiate tempo e stress. Noleggiate un’auto con assicurazione completa (la strada per il Dadès ha curve e buche che vi faranno bestemmiare). Pernottamento in un riad tradizionale fuori dal centro, non nella kasbah finta di Aït Benhaddou. Già qui partono 30-40 euro a notte.
Giorno 2: visita alla kasbah di Aït Benhaddou. Attenzione: è patrimonio UNESCO ma anche set cinematografico strapieno di turisti dalle 10 alle 16. Andate alle 7 del mattino o dopo le 17. La delusione è sentirsi in un parco a tema, con venditori di tappeti e ragazzini che vi portano in “giro” per mancia. La struttura è impressionante, ma l’autenticità è zero. Dopo pranzo, guidate verso la Valle del Dadès (circa 2 ore). Fermatevi a Skoura: l’oasi di palme è più vera delle kasbah del percorso. Notte a Boumalne Dades.
Giorno 3: le kasbah della Gola del Dadès. La strada che sale verso le gole è il punto forte: le fortificazioni arroccate sulle rocce, i campi di mandorli e le oasi nascoste. Ma non cadete nella trappola di pagare guide locali per visite alle “kasbah private”: molte sono abbandonate e visitarle da soli è gratis. La kasbah più bella secondo me è quella di Tamnougalt, a 30 minuti da Boumalne: è in restauro ma ha un fascino vero, senza biglietti e senza ressa. Camminate almeno 2 ore nei sentieri tra i palmeti. Delusione: molte kasbah sulla guida Lonely Planet sono crollate o son diventate alberghi di lusso. Non aspettatevi fortezze intatte.
Giorno 4: oasi di Tinejdad e ritorno. Spostatevi verso est, lungo la valle, fino all’oasi di Tinejdad. Qui c’è una kasbah restaurata che fa da guesthouse, ma il bello è il sistema di irrigazione tradizionale che ancora funziona. Pranzo in una famiglia locale (15 euro a testa, negoziate). Poi via di ritorno verso Ouarzazate, con sosta alla kasbah di Telouet, abbandonata ma gratis. La strada stanca, ma evita di rifare l’autostrada. Budget totale per 4 giorni: 200 euro auto e benzina, 120 alloggio (2 notti a 40, 1 notte a 20 in guesthouse spartana), 100 pasti, 50 extra tra pedaggi e parcheggi. Siamo sui 470 a testa, ma se prendete voli low-cost da Roma per Marrakech aggiungete 200 euro. Non è economico, ma chi dice che il Marocco costa poco non ha noleggiato un’auto decente.
Un consiglio che non trovate sulle guide: evitate le kasbah segnate su Google Maps con 4 stelle e recensioni in inglese. Andate a cercare quelle senza nome, lungo le stradine di ghiaia a sud del fiume Dadès. Chiedete agli anziani nei villaggi: spesso vi portano a vedere una kasbah di famiglia, senza biglietto, e vi offrono il tè. Quella è l’unica esperienza che vale il viaggio. Il resto è cartolina.