Kamikochi: trekking e onsen nelle Alpi Giapponesi
Kamikochi è un mix perfetto di trekking e onsen nelle Alpi Giapponesi, e il periodo migliore per viverlo è la primavera inoltrata, quando la neve si scioglie e i sentieri si aprono. Ecco come ho organizzato il mio itinerario per maggio 2026, con un budget medio che si aggira sui 500-600 euro a persona per quattro giorni, escluso il volo dall’Italia.
Giorno 1: Arrivo e primo assaggio del parco. Da Milano ho preso un volo per Tokyo, poi treno limited express fino a Matsumoto (circa 3 ore) e infine bus diretto per Kamikochi (un’ora e mezza). L’accesso alle auto private è vietato, quindi mezzi pubblici obbligatori. Arrivato nel primo pomeriggio, ho lasciato lo zaino in un ryokan vicino al ponte Kappa e ho fatto una camminata facile lungo il fiume Azusa fino alla palude Taisho. L’aria è frizzante, i monti Hotaka ancora innevati. Mi sono fermato al visitor center per mappe e aggiornamenti sui sentieri.
Giorno 2: Trekking sul sentiero principale verso Myojin Pond. Sveglia presto, colazione giapponese nel ryokan, poi via verso l’altopiano. Il percorso è pianeggiante e ben segnalato, si cammina tra foreste di larici e betulle. Dopo un’ora arrivi al laghetto Myojin, specchiato e silenzioso. Proseguire fino alla cascata Myojin è una bella deviazione. Nel pomeriggio ho preso il bus navetta per il ponte Kappa e ho speso un paio d’ore a esplorare i sentieri laterali meno battuti. Cena a base di soba calda in un piccolo ristorante del villaggio. Nota: i prezzi qui sono più alti che a Matsumoto, ma la qualità è genuina.
Giorno 3: Escursione più impegnativa fino al rifugio Karasawa. Da Kappa Bridge ho seguito il sentiero per la valle di Karasawa, con un dislivello di circa 500 metri. Il percorso è faticoso, con tratti ancora fangosi a maggio, ma la vista sul monte Oku-Hotaka ripaga. Ho pranzato al rifugio (portatelo da casa, perché il cibo è caro) e sono ridisceso nel pomeriggio. Tornato al ryokan, ho approfittato dell’onsen all’aperto: acqua calda che scioglie ogni tensione muscolare, con vista sui picchi. Assolutamente da non perdere.
Giorno 4: Mattinata libera per un ultimo bagno termale o una passeggiata breve, poi bus di ritorno per Matsumoto e treno per Tokyo. Bastano tre notti per godersi il luogo senza fretta. Un aspetto negativo: la folla. A maggio ci sono già molti turisti, soprattutto giapponesi in gita. I sentieri principali si riempiono, meglio partire presto o scegliere percorsi laterali. Un consiglio che non trovi sulle guide: porta bastoncini da trekking, non solo per il dislivello ma perché i ponti di legno bagnati sono scivolosi. E controlla sempre gli orari dell’ultimo bus: alle 17 tutto chiude e rimanere bloccati non è piacevole.