Islanda: la penisola di Snæfellsnes tra ghiacciai e leggende
Sì, Snæfellsnes merita davvero tutto il clamore che si porta dietro, ma con qualche avvertenza. La penisola è un concentrato di paesaggi islandesi in miniatura: ghiacciai, spiagge nere, montagne dai colori surreali e cascate che sembrano dipinte. Il budget per una visita di una settimana, noleggiando una macchina e dormendo in guesthouse o campeggio, si aggira tra i 1200 e i 1600 euro a persona, volo escluso. Diciamo una fascia media; se si punta a ristoranti e hotel si sale parecchio.
Per arrivare il modo più logico è volare a Keflavík e poi guidare fino a Borgarnes (circa un'ora e mezza) per imboccare la strada 54. Muoversi in auto è indispensabile: i bus turistici coprono le tappe principali ma tolgono flessibilità. Tre giorni pieni sono il minimo per un giro dignitoso da Hellissandur a Arnarstapi e fino al ghiacciaio. Se si vuole anche camminare un po' o esplorare le grotte meglio aggiungerne uno.
Una delusione? La folla. Da maggio in poi il parcheggio della chiesa di Búðakirkja e il sentiero sulla spiaggia di Djúpalónssandur sono intasati di camper. Romanticismo zero. E il ghiacciaio Snæfellsjökull, ecco: visto da lontano è imponente, ma salirci costa e la nebbia nasconde tutto spesso. Meglio ammirarlo dal basso.
Un consiglio che non troverete nelle guide: invece di fermarvi alla grotta di lava Vatnshellir (pagate e guidata, 30 minuti, niente di speciale), prendete la strada sterrata F236 dopo Arnarstapi, se avete un 4x4. Porta a un piccolo altopiano con vista sul ghiacciaio e su un laghetto glaciale quasi sempre deserto. Ci sono foche d'acqua dolce a maggio e il silenzio è totale. Portate un thermos. Non c'è cartello, segnatevi le coordinate prima.