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Pienza: il borgo ideale del Rinascimento

Pienza merita davvero l’etichetta di borgo ideale del Rinascimento, ma mettiamo subito in chiaro che è un gioiellino costruito a tavolino, non un paese cresciuto spontaneamente. Per me, partito da Palermo a maggio, è stata una tappa azzeccata in un weekend lungo tra Siena e la Val d'Orcia. Il periodo migliore? Primavera, senza dubbi. Fine maggio è perfetto: temperature miti, fiori ovunque, e ancora non l'affollamento pazzesco di luglio e agosto. Se arrivi d'estate preparati a code e parcheggi pieni.

Come arrivarci: la soluzione più comoda è l'auto. Da Siena si fa in meno di un'ora, prendendo la SS2 Cassia, poi si imbocca la SP14. Il parcheggio fuori le mura costa circa 1,50 euro l'ora, più si sale verso il centro e più si paga. Chi arriva in treno scende a Chiusi-Chianciano Terme, poi c'è un bus Tiemme che impiega una quarantina di minuti, ma le corse non sono frequentissime – ho visto gente aspettare un'ora buona. Dentro il borgo si gira tutto a piedi, non serve altro. Per visitare bene Pienza, mezza giornata è sufficiente: un paio d'ore per il centro storico, un'altra ora per il giro delle mura e i giardini. Se aggiungi una passeggiata nella campagna circostante, meglio considerare quattro o cinque ore in totale.

Il budget lo classifico come medio. Una persona spende sui 50-70 euro per una gita: parcheggio, biglietti per palazzi (10-12 euro l'uno), un pranzo in un'osteria onesta sui 20-25 euro, e un gelato o una fetta di pecorino al cestino dell'uscio. I ristoranti più turistici sul corso arrivano a 40 euro senza vino, quindi conviene allontanarsi un po'.

Cosa non perdere: la Cattedrale con la facciata in travertino e l'interno luminoso, e soprattutto Palazzo Piccolomini. Non solo per gli arredi originali, ma per la loggia sul giardino pensile: da lì si abbraccia tutta la Val d'Orcia, un colpo d'occhio che mozza il respiro. Poi una passeggiata sulle mura – il lato dietro il duomo ha una vista pazzesca sui calanchi.

Cosa evitare invece: il cosiddetto "Pecorino Street Food" in piazza. Ho assaggiato un panino con formaggio e marmellata a un prezzo esagerato, roba da 12 euro per quattro morsi. Meglio comprare una forma piccola dal caseificio sotto Porta al Prato, molto più genuino. Altra delusione: il giardino di Pio II. Me lo aspettavo curatissimo, invece era un po' trascurato, con erbacce e panchine scrostate.

Un consiglio specifico che non trovi sulle guide: esci dal centro dal lato opposto alla piazza principale, verso Porta al Ciglio, e scendi per il sentiero che costeggia le mura esterne. In cinque minuti arrivi a un belvedere sulla campagna, con vista sul Poggio alla Fornace. Lì non c'è nessuno, nemmeno a maggio. Sedersi su una panchina e guardare le colline in silenzio vale più di qualsiasi museo.

6 Commenti

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be
benny75

Concordo, la primavera è il momento migliore per godersi quel gioiello senza ressa.

pa
passo_lento95

Ci sono stato a maggio e ho trovato troppa ressa, l’autunno è meglio.

CI
ciakkeccome91

Ci sono stato a fine maggio: troppa fila per un formaggio che sa di marketing.

Sì, ci sono stato anche io a fine maggio con la macchina e parcheggiare fuori le mura è stata la mossa giusta. Il formaggio? lo trovi anche al supermercato senza fare la fila.

Capisco il tuo punto, ma per me il formaggio dei pastori locali ha un sapore che non trovi al supermercato, e la coda è parte del rito.

LU
luxso99

D'accordo, primavera perfetta, e parcheggiare fuori le mura mi ha evitato file.