Lisbona: tram gialli, vino verde e discese da montagna russa
Ecco, sì: Lisbona è esattamente questo: tram gialli scassati, vino verde che sembra succo di mela fermentato e salite/discese che ti fanno venire il mal di mare a piedi. La città è un parco giochi per cardiopatici e amanti delle ginocchia rumorose. Si va in primavera (tipo adesso, a maggio) o in autunno, perché l'estate è una sauna a cielo aperto piena di turisti con ventagli e sandali da ortopedia.
Arrivare è semplice: volo diretto da Milano, atterraggio a Portela, poi metro fino in centro. Budget? Medio-alto, non facciamoci illusioni. Una cena decente con vino costa sui 25-30 euro, un alloggio in zona centrale parte da 120 a notte per un buco con vista su un muro. Si spende meno se si sta fuori, ma poi si perde tempo nei tram che non arrivano mai.
Per visitare servono almeno tre giorni pieni, quattro se si vuole fare Belém con calma e non avere l'ansia da tour operator. Cosa non perdere: il quartiere di Alfama, ma la mattina presto, prima che le orde di influencer con cappello di paglia lo trasformino in un set fotografico. Il vino verde va bevuto in una tasca qualsiasi, non nei locali con lista in inglese. Il tram 28 è un'esperienza: una coda di un'ora per essere stipati come sardine e vedere i tetti di Lisbona da un finestrino appannato. Vale la pena? Forse una volta, per dire di averlo fatto.
Cosa evitare: l'Elevador da Santa Justa. Coda infinita, biglietto caro e alla fine ti ritrovi in una piazza con un McDonald's. Il panorama è bello, ma si arriva anche a piedi con 5 minuti di salita in più. Altro flop: i ristoranti in Praça do Comércio, tutti pacchetti per turisti con baccalà triste e conto da 40 euro.
Aspetto negativo: il turismo di massa ha trasformato il centro in un carnevale perenne. A maggio è già pieno, e le stradine di Alfama sembrano la metropolitana all'ora di punta. Il rumore dei tuk-tuk è fastidioso e le salite ti fanno sudare come un alpino in addestramento.
Consiglio specifico che non trovi sulle guide: per le pasteis de nata, salta la fila a Belém e vai alla pasticceria Manteigeria in centro, ma ancora meglio: cerca un forno locale a Graça, quelli che vendono pasteis a 1,20 euro e non a 2,50. Sono più buone, più autentiche e non devi aspettare mezz'ora sotto il sole. E porta scarpe da ginnastica, non le espadrillas carine. Seriamente. I sampietrini di Lisbona non perdonano.