Giappone: il sentiero Nakasendo tra antiche stazioni di posta
Il sentiero Nakasendo è uno dei percorsi storici più affascinanti del Giappone, e percorrerlo significa camminare sui passi degli antichi viaggiatori che collegavano Kyoto a Edo. Io l'ho fatto lo scorso aprile, durante la fioritura dei sakura, e devo dire che è stata una delle esperienze più autentiche del mio viaggio.
Quando andare? La primavera è spettacolare, con i ciliegi in fiore tra le montagne, ma anche l'autunno, con i colori degli aceri, è incredibile. L'estate è calda e umida, meglio evitarla. L'inverno è suggestivo ma alcune parti del sentiero possono essere innevate e scivolose.
Per arrivare, si parte da Tokyo o Kyoto. Da Tokyo, prendere lo shinkansen fino a Nagoya e poi un treno locale per Magome o Tsumago, le due stazioni più iconiche. Da Kyoto, si può arrivare in circa due ore con un cambio a Nagoya. Il budget complessivo è medio-alto: dico medio perché si può spendere sui 150-200 euro al giorno se si dorme in ryokan tradizionali con cena inclusa, ma si può anche risparmiare scegliendo ostelli o minshuku più semplici. In generale, per un itinerario di due notti e tre giorni di cammino (da Magome a Tsumago o fino a Narai-Juku) si spende tra i 400 e i 600 euro a persona, trasporti principali esclusi.
Cosa non perdere assolutamente: la sezione tra Magome e Tsumago, la più famosa ma meritatamente. I ciottoli, le case con i tetti di paglia, l'atmosfera silenziosa. Anche Narai-Juku è meravigliosa, con i suoi negozi di lacca e il canale che scorre lungo la strada. E poi il passo di Torii Pass, con la vista sulla valle del Kiso.
Cosa evitare? Eviterei di fare l'intero percorso in un solo giorno se non si ha esperienza di camminate in montagna. Molte guide turistiche dicono che si può fare in 5-6 ore, ma il sentiero è irregolare, con salite ripide, e si rischia di arrivare stanchi e senza tempo per godersi i borghi. Un'altra delusione: alcuni tratti più lunghi sono asfaltati e passano accanto a strade trafficate, niente di memorabile. È meglio concentrarsi sulle parti ben conservate.
Un consiglio specifico che non ho trovato nelle guide: non limitarsi a camminare, ma fermarsi a parlare con i gestori dei piccoli musei locali. A Magome, per esempio, c'è un vecchio che mostra le stampe originali di Hiroshige e spiega la storia della strada con un inglese stentato ma appassionato. Un'esperienza che un selfie non può dare. E poi, portatevi dei calzini di ricambio: dopo una giornata di cammino, le scarpe sono sudate e i piedi vi ringrazieranno.