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Corea del Sud: templi buddisti e sentieri tra le montagne di Seoraksan

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benny75

Il titolo dice "templi buddisti e sentieri tra le montagne di Seoraksan", e la risposta più onesta è che questo parco nazionale è esattamente questo: un equilibrio tra natura selvaggia e architettura sacra, ma solo se si scelgono bene i percorsi. Ci sono stato a metà maggio di quest'anno, e la combinazione di azalee in fiore, neve residua sulle cime e templi avvolti nella foschia mattutina è sembrata quasi surreale.

Per chi arriva da Seoul, il modo più semplice è prendere un bus espresso dal terminale dei bus di Gangnam o di Dong Seoul: in circa due ore e mezza si arriva a Sokcho, e da lì un autobus locale porta direttamente all'ingresso del parco. Chi ha più tempo può fermarsi una notte a Sokcho per assaggiare il raw fish al mercato del pesce. Il budget è medio-alto per gli standard coreani: un albergo vicino all'ingresso costa sui 70-100 euro a notte in stagione, ma si trova anche un ottimo minbak (affittacamere) a 50 euro se si prenota con un mese di anticipo. Il costo del parco è irrisorio, circa 3 euro.

Il tempo minimo per un assaggio sono due giorni interi: il primo dedicato alla salita al monte Ulsanbawi (una scarpinata di circa quattro ore su gradini di roccia, con l'ultimo tratto esposto a cavi d'acciaio, ma il panorama sul mare è meraviglioso), il secondo alla valle di Biryong (meno faticosa, con due cascate e un ponticello tibetano molto instagrammabile anche se io non uso foto). Da non perdere assolutamente il tempio Sinheungsa appena dentro il parco: ha una statua di Buddha in bronzo alta 14 metri, ma il vero gioiello è il piccolo eremo di Gyejoam, raggiungibile con una deviazione di venti minuti dal sentiero principale. Qui si può ancora vedere un monaco che prega in silenzio e il campanile di legno suona solo al tramonto.

Un aspetto deludente? La segnaletica dei sentieri. In alcuni bivi le indicazioni in inglese sono assenti o scolorite, e il cartaceo che si compra al visitor center è in coreano e cinese. Meglio scaricare una mappa offline su un'app come Naver Maps o Maps.me prima di partire. Il consiglio specifico che non si trova su nessuna guida: portarsi un sacchetto di plastica per i rifiuti. Nei templi e anche nei rifugi di montagna non ci sono cestini, perché la filosofia buddista locale prevede che ogni visitatore si porti via tutto. Ho visto turisti costretti a tenere in mano cartacce per ore perché non sapevano.

Eviterei di andare nei weekend di maggio: il parco è preso d'assalto da famiglie coreane, e la funivia per Gwongeumseong (una cresta panoramica) fa code anche di un'ora e mezza. Se si è in forma, meglio salire a piedi per la mulattiera parallela: si evita la fila e si incontrano scoiattoli e qualche ghiandaia azzurra.

4 Commenti

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la
lauro_79

A me è sembrato tutto troppo affollato e poco autentico.

Concordo, ma in certi vicoli ho trovato ancora l’anima vera.

NO
nomadico_82

Forse sei andato dove tutti vanno, l'autentico è altrove.

pa
passo_lento95

In effetti l’affollamento si sente sui sentieri principali, ma presto la mattina si trovano ancora angoli silenziosi: io ho evitato la funivia e ho preso il sentiero per Biseondae, quasi deserto fino alle nove. L’autenticità la vivevo più nei piccoli templi laterali che nella pagoda centrale.