Aci Castello: la Riviera dei Ciclopi tra mito e mare
Aci Castello: la Riviera dei Ciclopi tra mito e mare? Sì, ma con i dovuti distinguo, perché il mito te lo vendono a caro prezzo e il mare, sinceramente, non è che sia sto granché. Partiamo dal budget: economico, ma solo se non cadi nella trappola dei ristorantini con vista sulla scogliera, che ti spillano 25 euro per un piatto di spaghetti ai ricci che sanno di surgelato. Per arrivare, da Bologna prendo il treno per Catania, poi un bus o un taxi (circa 20 minuti), ma guidare da quelle parti è un delirio, i parcheggi sono un'odissea. Per visitare il borgo e il castello normanno, mezza giornata è più che sufficiente, non serve starci di più.
La delusione? La spiaggia. Sassi e ciottoli, acqua fredda anche a maggio, poca ombra. Il castello è suggestivo, ma la visita è breve e paghi per un biglietto che lascia il tempo che trova. Il mio consiglio che non trovi sulle guide: ignora il lungomare turistico, vai a fare una passeggiata sul sentiero che costeggia la scogliera verso Acitrezza, lì il basalto nero e le onde sono veri, senza i selfie delle masse. Il mito dei Ciclopi è più vivo lontano dalla folla, quando il sole tramonta e il mare si tinge di viola. Portati uno spuntino, un plaid e guarda il profilo dell'isola Lachea senza pagare un giro in barca. Il vento di primavera può essere fastidioso, ma è meglio dei souvenir di plastica.