Zakynthos: il relitto e le tartarughe
Zakynthos, per me, è una di quelle isole che vive di due attrazioni principali: il relitto di Navagio e le tartarughe marine. E sì, valgono il viaggio, ma con qualche riserva. Il budget è medio-alto, se si considera che tutto gira attorno al turismo, dalla paga per la barca al noleggio auto. Per arrivare, il volo su Zante è comodo, poi conviene noleggiare una macchina o uno scooter, perché i mezzi pubblici sono limitati e le spiagge più belle sono sparse. Per il relitto, una mezza giornata basta, ma per le tartarughe bisogna organizzare un'uscita in barca a Laganas, meglio al mattino presto. In totale, tre o quattro giorni sono sufficienti per un'infarinatura, ma una settimana permette di esplorare anche l'entroterra.
L'aspetto negativo più evidente è la folla. Il relitto di Navagio, dal belvedere, è un caos di turisti e selfie, e la spiaggia stessa è accessibile solo in barca, spesso con code. Inoltre, l'isola soffre di un turismo mordi e fuggi che lascia sporcizia lungo le coste. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: per vedere il relitto senza ressa, prendere una barca all'alba da Porto Vromi o da Agios Nikolaos, quando ancora i battaglioni turistici non sono partiti. Per le tartarughe, meglio evitare le barche grandi e rumorose; noleggiare un piccolo gommone privato e cercare nella baia di Marathonissi. Il silenzio e la possibilità di vederle da vicino ripagano lo sforzo. Insomma, Zakynthos regala emozioni, ma bisogna saperle cercare.