Sicilia: la Valle dei Templi e la cucina di strada
Per chi si chiede se la Valle dei Templi e la cucina di strada siano un buon abbinamento, la risposta è sì, ma con qualche accorgimento. Sono appena tornato da Agrigento e ho voluto testare proprio questa combinazione. Budget medio, perché tra biglietto del parco archeologico (circa 13 euro) e qualche assaggio in città si spende una cifra onesta, ma senza esagerare.
Arrivare è semplice: ho preso un volo per Catania, poi un bus diretto fino ad Agrigento, circa due ore e mezza. In città ci si muove a piedi per il centro, ma per la Valle dei Templi serve un taxi o l’autobus urbano (linea 1, ogni 30 minuti). Il parco è enorme: per vedere tutto con calma servono almeno tre ore, meglio quattro se si vuole leggere ogni pannello. La parte del Tempio della Concordia è spettacolare, ma ho trovato il resto del sito meno curato, con cartelli sbiaditi e qualche area chiusa per restauri. Questa è stata la delusione principale.
La cucina di strada l’ho scoperta dopo la visita, nei vicoli del centro storico. Arancine, panelle e cannoli si trovano ovunque, ma attenzione: molte bancarelle vicino al parco sono turistiche e costano il doppio. Il mio consiglio specifico, che non troverete sulle guide, è di cercare la rosticceria “Da Zi’ Peppe” a due passi dalla stazione dei bus. Lì fanno una arancina al pistacchio e salsiccia che vale da sola il viaggio, e il prezzo è da street food vero.
Se volete unire le due esperienze, pianificatela come me: mattina al parco (verso le 8:30 per evitare il caldo e la folla), poi pranzo in centro. Così si riesce a godere del luogo senza fretta. Un’ora in più per il pranzo è necessaria, perché il cibo di strada a Agrigento merita tempo, non solo uno spuntino al volo. Un appunto: chi cerca la varietà degli street market di Palermo resterà un po’ deluso, qui la selezione è più ridotta, ma più autentica. In definitiva, un viaggio che consiglierei a chi ama la storia senza snobbare il gusto.