Tailandia: isole del sud, paradiso o marketing?
Paradiso? Solo se il tuo paradiso è una fila per farsi selfie su una spiaggia da cartolina. Le isole del sud della Tailandia sono diventate un prodotto confezionato meglio di un pacchetto di patatine. Andiamoci con calma.
Quando andare? Da novembre ad aprile, la stagione secca, ma è anche il picco dei prezzi e della folla. Da maggio a ottobre piove, ma meno gente e costi più bassi. A maggio 2026 siamo in coda alla stagione secca, il clima è ancora decente, ma comincia a scaldarsi l’umidità. Evitate luglio e agosto se non volete fare il bagno nei temporali.
Come arrivarci? Volo per Phuket o Krabi, poi traghetto. Sembra facile, ma il trasferimento dall’aeroporto al molo è una trappola: taxi sovrapprezzati, minivan che aspettano ore. Meglio prenotare un trasferimento via hotel o un biglietto combinato online, ma controllate gli orari perché le corse serali sono rare. Una volta sulle isole, il mezzo principale è lo scooter a noleggio – attenti alla guida a sinistra e alle strade dissestate.
Budget? Diciamo medio-alto per gli standard tailandesi. Una camera doppia in un bungalow decente a Koh Phi Phi o Koh Samui costa intorno ai 60-80 euro a notte in alta stagione, ma per stare sulla spiaggia si sale a 150. Pasti in ristoranti turistici: 15-20 euro a persona. Se si cerca l’economico, si scende a 30-40 euro al giorno totali, ma si dorme in ostello e si mangia street food. Il vero costo è nei trasferimenti: traghetti e speedboat mordono.
Cosa non perdere? Le baie di Koh Phi Phi (Maya Bay, da vedere all’alba per evitare la marea umana) e le scogliere di Railay Beach vicino Krabi. Ma il mio consiglio scomodo: saltate Koh Phi Phi del tutto e andate a Koh Lanta, più autentica e meno affollata. Oppure Koh Yao Noi, tra Phuket e Krabi, dove il turismo di massa non ha ancora fatto strage.
Cosa evitare? Le gite organizzate in speedboat che promettono “5 isole in un giorno”. Sono corse contro il tempo, con soste di 20 minuti su spiagge piene di gente, e un pranzo schifoso incluso. E il costo non è basso. Inoltre, evitate i villaggi turistici all-inclusive sulla costa ovest di Phuket: sono un clone di Rimini con palme di plastica.
Aspetto negativo: la plastica. Le isole del sud hanno un problema serio di rifiuti. Sulla spiaggia di Long Beach a Koh Lanta ho visto cumuli di bottiglie portati dalla marea. Il paradiso è insostenibile.
Consiglio che non trovate sulle guide: portatevi una borraccia filtrante e un sacchetto per la spazzatura. Non perché siete ambientalisti, ma perché nei 7-11 vendono acqua in bottiglia a profusione e la plastica viaggia ovunque. Inoltre, scendete dal sentiero battuto: a Koh Lanta, noleggiate una moto e andate verso la baia di Kantiang, c’è una spiaggia quasi deserta a sud dell’isola. Servono almeno 10-12 giorni per vedere tre isole senza impazzire. Meno tempo significa più code e più stress.