Indonesia: l'antica arte batik e i templi di Prambanan
Indonesia: l'antica arte batik e i templi di Prambanan
Sì, il titolo colpisce, ma la verità è che la maggior parte dei viaggiatori trascura il lato artigianale per correre ai templi. Yogyakarta è il cuore del batik, ma Prambanan è sopravvalutato se non si capisce la sua storia. Ecco il mio itinerario per maggio 2026, basato su ricerche e feedback di chi ci è stato.
Giorno 1: arrivo a Yogyakarta. Dall'aeroporto si prende un taxi fino al centro (circa 100 mila rupie). Nel pomeriggio, meglio evitare il museo del batik e andare direttamente nei laboratori artigianali di Tirtodipuran. Si paga una piccola somma per vedere il processo, ma la delusione è che molti teli sono fatti a macchina. Il consiglio che nessuno dà: cercate il batik tulis, quello scritto a mano. Un artigiano può farvelo vedere su ordinazione, ma serve mezza giornata.
Giorno 2: Prambanan. Da Yogyakarta si prende il bus TransJogja fino al terminal e poi un angkot per il tempio (poche migliaia di rupie). Il biglietto d'ingresso è caro per quello che offre: 50 euro circa per i turisti stranieri. Il complesso è affascinante, ma restaurato male. Il vero neo: la mancanza di ombra. Visitate alle 7 del mattino per evitare il sole e la folla. Per il tramonto invece è un delirio di selfie. Un'ora e mezza basta per girare.
Giorno 3: altre lezioni di batik vicino a Prambanan. Il consiglio ulteriore: non fidatevi dei negozi del tempio, sono cartelli turistici. Andate nel villaggio di Krebet a sud di Yogyakarta, dove le donne tessono ancora con colori naturali. Si arriva con un bemo (circa 40 minuti). Budget complessivo medio: 300-400 euro per tre giorni, voli esclusi. Il tempo necessario per visitare decentemente è di 3 giorni, non di meno.