Norvegia: i fiordi in kayak tra ghiacciai e cascate
A chi chiede se sia fattibile un itinerario in kayak nei fiordi norvegesi tra ghiacciai e cascate, la risposta è sì, ma con una buona preparazione fisica e logistica. Io lo sto pianificando per giugno prossimo, dopo aver passato mesi a leggere report e parlare con agenzie locali. Ecco cosa ho messo insieme, spero possa servire a qualcun altro.
Il budget è medio-alto. La Norvegia non è mai economica, e un viaggio in kayak con noleggio attrezzatura, trasferimenti e pernottamenti ti porta facilmente sui 2000-2500 euro a testa per una settimana, escluse le cene fuori. Si può risparmiare dormendo in tenda e cucinando, ma il noleggio di un kayak da mare con attrezzatura di sicurezza costa circa 400 euro a settimana.
Per arrivare volo diretto per Bergen da Roma o Milano, poi si noleggia un'auto o si prende un bus fino a Flåm o Gudvangen. Da lì parte la maggior parte dei tour in kayak nel Sognefjord. Muoversi in auto è la soluzione migliore, perché i mezzi pubblici nelle valli laterali sono rari e costosi. Io lascio tutto pronto per sei giorni, ma cinque sono sufficienti per un assaggio.
Giorno 1 - Arrivo a Bergen e trasferimento a Aurland. Prendo un kayak a noleggio da un'agenzia ad Aurland, che organizza anche il deposito bagagli. Passo il pomeriggio ad allestire l'attrezzatura e a studiare le previsioni del meteo. Pernotto in un piccolo camping a Undredal, costa sui 30 euro a notte per piazzare la tenda.
Giorno 2 - Kayak da Aurland verso Nærøyfjord. Si parte presto, il fiordo è calmo al mattino. Remo per circa 4 ore fino a Gudvangen, fermandomi a osservare una cascata laterale. L'acqua è gelida anche a maggio, quindi si sta in muta stagna. La sera dormo in un rifugio DNT (Den Norske Turistforening) poco fuori Gudvangen, 50 euro a notte con colazione.
Giorno 3 - Da Gudvangen risalgo il fiordo verso il ghiacciaio Nigardsbreen. Non si arriva fino alla fronte, ma si può avvicinare fino a un punto di sbarco e poi fare un'escursione a piedi di 30 minuti. Il ghiaccio sembra vicino, ma la distanza inganna: serve almeno mezza giornata per quel tratto. La corrente in quel ramo è più forte, si rema con attenzione. Resto a dormire in tenda su una spiaggetta di ciottoli, gratis ma esposta al vento.
Giorno 4 - Giro di ritorno verso Flåm, costeggiando pareti verticali dove cascate si tuffano direttamente nel fiordo. È il tratto più spettacolare, ma anche il più faticoso se il vento contrario si alza. Arrivo a Flåm nel tardo pomeriggio, stanco. La sera c'è solo un supermercato costoso e l'unico pub ha birre a 12 euro, meglio comprare provviste prima.
Giorno 5 - Ultimo tratto da Flåm ad Aurland, breve per riconsegnare il kayak entro le 15. Nel pomeriggio bus per Bergen e volo di ritorno.
Un aspetto deludente è stata la presenza di turisti a Flåm e Gudvangen. Anche a maggio i traghetti e i trenini portano folle, e il silenzio del fiordo lo senti solo se remi lontano dalle rotte battute. Il rumore delle barche a motore e gli elicotteri turistici rovinano l'atmosfera in alcune ore.
Un consiglio che non trovi nelle guide: porta un bollitore a gas per tè caldo, anche se sei in kayak. Dopo tre ore a remare in acque a 5 gradi, una bevanda calda ti salva le dita. E non dimenticare i guanti in neoprene spessi, le mani diventano viola in pochi minuti se c'è vento.
Il tempo necessario per visitare davvero i fiordi in kayak è almeno una settimana intera, se vuoi spingerti fino a un ghiacciaio e tornare con calma. Con cinque giorni si vede tanto, ma si corre sempre contro l'orologio, e il meteo può bloccarti per un giorno intero. Io ho già messo in conto un giorno di riserva.